Covid, il ‘dl riaperture’ non cambia: coprifuoco alle 22, la Lega si spacca.

di Alfonso Raimo

Scontro in cdm, questa mattina Salvini aveva minacciato di non votare il decreto se le modifiche richieste non fossero state accolte.

A quanto apprende l’agenzia Dire, anche dopo la riunione tra il premier Draghi e i ministri che ha preceduto il cdm non cambierà l’orario per il coprifuoco indicato inizialmente nel dl riaperture. Il coprifuoco resta dalle 22 alle 5 del mattino.

Da fonti di maggioranza si apprende anche che non ci sarà nessun cambiamento al testo del dl riaperture dopo la riunione tra il premier Mario Draghi e i ministri che ha preceduto il cdm. Tra le richieste della Lega oltre alla riduzione della durata del coprifuoco c’era l’anticipo delle riaperture per i ristoranti al chiuso.

A quanto si apprende la Lega si è astenuta in cdm sul dl riaperture. Il consiglio dei ministri è terminato. La riunione è durata circa mezz’ora.

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Per quanto riguarda il M5S, prima forza politica in Parlamento, è ancora caos dopo il video di Beppe Grillo in difesa del figlio accusato di stupro pieno di urla contro i magistrati che hanno indagato e anche contro la ragazza vittima. Già ieri sera l’ex premier Giuseppe Conte, che proprio Grillo ha indicato quale nuovo leader del Movimento, ha preso le distanze schierandosi dalla parte della vittima e dei giudici. Oggi il suo braccio destro, il ministro Stefano Patuanelli, è stato ancora più netto: “Il video di Beppe Grillo umanamente mi ha fatto effetto, capisco le difficoltà, la preoccupazione e la sofferenza di Beppe padre, sono padre anche io. Ma capisco anche la condizione di chi si sente vittima, alcuni elementi del video era meglio evitarli e sono stati fuori luogo. Le vittime devono poter denunciare in qualsiasi momento, dopodiché la magistratura dovrà fare il suo corso”, ha sottolineato.

Non saranno ore facili, soprattutto perché domani scade l’ultimatum di Davide Casaleggio, padrone della piattaforma Rousseau, che pretende circa 500mila euro dal M5S altrimenti staccherà la spina e si passerà alle carte bollate. Nel Movimento si aspetta la prima mossa di Casaleggio per poi annunciare la nascita di una nuova piattaforma per la rinnovata forza politica a guida Conte. Non sarà affatto facile, perché anche Davide Casaleggio fa parte del gruppetto titolare del simbolo, e la storia insegna che quando scoppia la guerra sul simbolo alla fine tutti finiscono male. Meglio scaricare la bad company e mettersi in salvo prima che sia troppo tardi.

Per questo in molti stanno spingendo Conte a valutare la possibilità di tirarsi fuori dal pantano dei ricorsi e dei contro ricorsi e di fare da solo, mettendosi in prima fila e intestandosi il rilancio del Movimento forte del consenso popolare che ancora gli viene riconosciuto dai sondaggi. Una mossa che sarebbe ben vista dall’alleato Pd, che con il segretario Enrico Letta punta a creare un’alleanza politica con i ‘grillini’ in vista delle prossime elezioni amministrative e politiche. Se ne saprà di più il 29 aprile, nel corso del faccia a faccia organizzato dalla sinistra Pd di Goffredo Bettini tra Conte e Letta.

Agenzia DiRE  www.dire.it

 

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