RIFIUTI. CGIL: PIANO GUALTIERI TECNOLOGICAMENTE ARCAICO E IN CONTROTENDENZA.

(DIRE) Roma, 5 ago. – “La presentazione del Piano dei Rifuti di Roma Capitale conferma purtroppo la scelta strategica del sindaco Gualtieri di collocare Roma fuori dal circuito delle Capitali europee che stanno investendo sull’economia circolare, Capitali che stanno collaborando progettualmente attraverso la piattaforma Urban Iniative Actions e partecipando ad altre iniziative di cooperazione e ricerca comuni mediate e sostenute dalla Comunità Europea”. Così in un comunicato la Cgil di Roma e del Lazio. “Londra, Amsterdam, Parigi, Oslo, Berlino, Glasgow e altre 30 città europee stanno producendo in queste settimane piani e strategie che programmano l’uscita progressiva dal sistema degli inceneritori e delle discariche con progetti che coniugano interventi organici su rifiuti, energia, acqua e mobilità, progetti coerenti con il piano europeo del Green Deal, sviluppati coinvolgendo a livello municipale università, centri di ricerca, società civile, per innestare sul tessuto cittadino elementi continui e progressivi di innovazione sociale, occupazionale, tecnologica e produttiva basati sull’economia circolare. Roma, con il Piano dei Rifiuti presentato ieri, sceglie la strada opposta rispetto alle altre Capitali Europee e con la scelta del termovalorizzatore si colloca tecnologicamente 30 anni indietro nel tempo. Insistiamo: non esistono inceneritori di ultima generazione, come purtroppo continua ad affermare erroneamente il sindaco, asserzione che si configura come una vera e propria fake news tecnologica”.

Per la Cgil il Piano “conferma un quadro generale della raccolta stradale dei rifiuti e del primo trattamento della differenziata conservativo e tendenzialmente organizzato intorno allo schema in vigore da oltre 25 anni, con cassonetti stradali e isole ecologiche/centri di raccolta. Questo condannerà Roma a restare sporca e maleodorante per i prossimi anni”. “L’approccio al sistema di raccolta e trattamento dei materiali è anch’esso di tipo sostanzialmente conservativo, rimane in continuità con il passato e non prefigura i processi a valle del trattamento quali il riciclo, riuso e rigenerazione delle materie prime seconde su cui potrebbero nascere interessanti volumi occupazionali e su cui la Comunità Europea si avvia a costruire un mercato strutturato di forniture industriali”. In conclusione, il Piano dei Rifiuti di Roma Capitale “si rivela arcaico tecnologicamente, sulle cui scelte impiantistiche malate di gigantismo pesano in modo evidente interessi finanziari di specifiche lobbies nazionali. Un Piano vecchio nell’impostazione delle fasi di raccolta e primo trattamento, un Piano che ignora gli sviluppi del Green Deal europeo e dell’economia circolare urbana, che trascura e tralascia ogni impegno a costruire nuova occupazione e nuovi settori produttivi e commerciali di derivazione della produzione circolare, che nei prossimi 4/5 anni continuerà a ‘nascondere’ i rifiuti di Roma presso gli impianti del nord-Italia esattamente come avviene oggi, che rinvia gli obiettivi di crescita della raccolta differenziata al 2030 e 2035 ignorando gli impegni elettorali che prevedevano target specifici nel 2025 e 2026. Un Piano, insomma, che mira principalmente a liberare di responsabilità questa consiliatura”, conclude la Cgil di Roma e del Lazio.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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