COVID. TREU (CNEL): EMERGENZA SANITARIA HA ALTERATO MERCATO DEL LAVORO.

MARTEDÌ 12 GENNAIO PRESENTAZIONE DEL XXII RAPPORTO MERCATO DEL LAVORO E CONTRATTAZIONE (DIRE) Roma, 10 gen. – Il mercato del lavoro all’inizio del 2021 presenta piu’ ombre che luci. Se i dati piu’ drammatici riguardano l’occupazione giovanile con 2 milioni di Neet e quella femminile, gia’ in una situazione critica pre-covid, con quasi una donna su due inoccupata, che si e’ ridotta di quasi 2 punti percentuali, non destano minore preoccupazione il mancato rinnovo dei contratti per oltre 10 milioni di lavoratori (77,5% del totale), l’inadeguatezza del sistema scolastico e formativo nella formazione delle competenze, l’aumento della poverta’ e delle disuguaglianze. La situazione e’ destinata molto probabilmente ad accentuarsi e diventare ‘esplosiva’ con l’interruzione della cassa integrazione e la fine del blocco dei licenziamenti. Si teme che una parte degli esuberi verra’ sicuramente ‘assorbita’ dall’economia sommersa non riuscendo a trovare un’occupazione in regola andando ad aumentare la quota gia’ aumentata negli ultimi anni di lavoro nero. La crisi conseguente alla pandemia ha colpito circa 12 milioni di lavoratori tra dipendenti e autonomi, per i quali l’attivita’ lavorativa e’ stata sospesa o ridotta, in seguito al lockdown deciso dal Governo per limitare l’aumento esponenziale dei contagi. È la fotografia che emerge dal “Rapporto sul Mercato del lavoro e la contrattazione 2020” del CNEL che sara’ presentato martedi’ 12 gennaio alle ore 11 nell’ambito di un’assemblea tematica in collegamento telematico presieduta dal Presidente Tiziano Treu che presentera’ il documento, a cui interverranno la Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, e il Director, Employment, Labour and Social Affairs, OECD, Stefano Scarpetta. Nel documento che e’ articolato in 15 capitoli ed e’ giunto alla 22a edizione, quest’anno spazio anche ad analisi sul lavoro degli immigranti, divenuto significativo nel panorama italiano e a quello dei disabili.

“La crisi prodotta dal Covid e dai provvedimenti adottati per contrastare l’emergenza sanitaria ha alterato in profondita’ il funzionamento del mercato del lavoro come dell’economia, con impatti diversificati per settori, per territori e per gruppi sociali, allargando divergenze e diseguaglianze storiche. Le fratture provocate da questa pandemia – spiega il presidente del Cnel Tiziano Treu – seguono linee diverse da quelle presenti in altre crisi, perche’ non sono correlate con gli usuali parametri economici bensi’ alle connotazioni strutturali e organizzative che determinano la maggiore o minore esposizione di ciascuna realta’ al rischio di contagio. Infatti, gli impatti piu’ gravi si sono verificati non nelle attivita’ manifatturiere, ma in settori ad alta intensita’ di relazioni personali come il turismo, la ristorazione, le attivita’ di cura, e i servizi in genere”. La pandemia “ha messo in evidenza non poche falle nel nostro sistema di protezione sociale, sia negli ammortizzatori (CIG e Naspi) nonostante la riforma del 2015 avesse provveduto a una loro estensione, sia nel piu’ recente reddito di cittadinanza che doveva fornire un aiuto economico ai poveri e, in ipotesi, ad aiutare quelli abili al lavoro a trovare occupazione”. Treu ricorda che “l’esplosione del lavoro digitale a distanza ha modificato i luoghi e il tempo delle attivita’ umane. È cresciuta la interdipendenza fra lavoro salute e contesto ambientale. Si e’ resa, per questa via, evidente la necessita’ di integrare fra loro politiche del lavoro, istituti della salute e cambiamenti del contesto socioeconomico. L’importanza di questi nessi sara’ indicata nel nostro rapporto”.

Nella presentazione del Rapporto Cnel sul mercato del lavoro e la contrattazione 2020, il presidente del Cnel Tiziano Treu sottolinea che “l’impatto della pandemia nei vari Paesi, e spesso nei diversi territori, ha mostrato differenze legate principalmente alla capacita’ dei sistemi sanitari di affrontare l’emergenza, la cui efficacia ha contribuito a limitare la durata degli interventi piu’ restrittivi come il lockdown. È questa una conferma della necessita’ di mettere in atto politiche e interventi coordinati in due settori storicamente divisi come sanita’ e lavoro”. “Gli ambiziosi obiettivi di carattere economico indicati dalla transizione digitale e ambientale devono essere accompagnati da misure altrettanto ambiziose per la innovazione sociale e nel modo del lavoro” “L’urgenza di rafforzare le misure sociali di accompagnamento alle persone nelle transizioni – conclude Treu – e’ testimoniata dalle ricerche, comprese recenti analisi condotte dal Censis per il CNEL, ove si mostra come le prospettive di ripresa sociale e personale dalle ferite della pandemia siano piu’ complesse dei processi di mera ricostruzione economica e richiedano quindi misure altrettanto complesse di protezione e di promozione umana”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

 

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