Roma. Cinema Palazzo, Proprietà: Mai detto che non volevo sgombero “Avrei accettato scambio ma nessuno ha voluto”.

“Avrei accettato scambio ma nessuno ha voluto”.

Roma – “Assolutamente mai detta una cosa del genere. Ero in trepidante attesa dello sgombero. Era la prima cosa che volevo dopo che me l’avevano occupato”. E’ un fiume in piena Costantino Paoletti, il proprietario e amministratore del Nuovo Cinema Palazzo, sgomberato all’alba di due giorni fa nel cuore del quartiere di San Lorenzo di Roma.
Paoletti smentisce le parole attribuitegli da alcuni articoli che questa mattina avrebbero fatto intendere che la proprieta’ non era d’accordo con l’azione della Prefettura di Roma. Paoletti anzi, dalla sua casa di Frascati, racconta all’agenzia di stampa Dire con dovizia di particolari come si e’ arrivati allo sgombero, sottolineando pero’ di avere in passato mostrato disponibilita’ a trovare una mediazione attraverso le istituzioni: “C’erano stati dei contatti un anno e mezzo fa. Alla presidentessa Del Bello (II Municipio, ndr) dissi che dopo 9 anni di occupazione, noi stavano intensificando le azioni per lo sgombero. Lei – spiega Paoletti all’agenzia Dire – venne da noi e le proponemmo tre cose: ‘ve lo posso vendere?’ E lei: ‘È l’ipotesi piu’ remorta’. Allora dissi: ‘Ve lo posso affittare?’. E lei: ‘Ma poi c’e’ la gestione. Pero’ posso proporre uno scambio con il Comune’. Poi provai a contattarla – continua Paoletti – e quando finalmente riuscii a parlarle le dissi: ‘Mi scusi, mi doveva far sapere qualcosa ma sono passati tre mesi’. E lei mi rispose: ‘Il Comune non e’ interessato'”. Paoletti racconta poi come i contatti siano proseguiti nel tentativo di trovare ancora una soluzione: “Mi hanno ricontattato e mi hanno chiesto di fare un altro incontro. Allora sono andato al Municipio e in quella occasione e’ venuta anche Marta Bonafoni (consigliera regionale del Lazio, ndr), – e’ una brava persona come devo dire, anche Francesca Del Bello – e la Bonafoni mi disse: ‘Il Comune non e’ interessato, ma noi come Regione siamo interessati’. Lei mi disse: ‘Ora chiedo, le proporremo una lista di immobili che potrebbe essere fonte di trattativa’. E io ho risposto: ‘Va bene’, perche’ a me tra le altre cose quel posto non mi piace, e’ un quartiere che non mi piace. Pensi – si sfoga Paoletti – che stavamo per togliere il tetto interno di eternit e queste persone ce lo hanno occupato. Noi abbiamo anche una diffida della Asl ma non siamo potuti piu’ intervenire”.
Il racconto della trattativa prosegue: “E cosi’ gli abbiamo detto: facciamo questo scambio e poi devo dirlo, io non avrei usato nemmeno ‘il calibro’. Pensi che loro (la Regione, ndr) mi hanno detto che avevano un’agenzia interna che fa le valutazioni degli immobili. E io gli ho detto: ‘Guardi, la valutazione degli immobili la fa l’agenzia vostra e io non staro’ con il calibro’. Io – confida Paoletti – ero anche piu’ contento di trattare con la Regione, che avrebbero potuto propormi degli stabili ad Albano, Grottaferrata, qualcosa qui ai Castelli. Io sarei stato anche piu’ contento. E cosi’- prosegue il racconto della – ci invitarono ad un nuovo incontro, ma niente. Passano mesi, poi a giugno mi ha chiamato la segreteria della Bonafoni e mi ha detto che ‘stavano valutando’. A ottobre mi hanno riferito: ‘Serve tempo’. E noi gli abbiamo fatto presente: ‘Guardate che noi stiamo andando avanti. Una trattativa che non e’ poi piu’ andata avanti'”. Paoletti quindi aggiunge: “Se nel frattempo avessero mantenuto la parola, se mi avessero proposto un immobile e io gli davo il mio ed era fatta. Per cui io non riesco a capire perche’ non hanno fatto questa cosa. Io non riesco a capire perche’ non lo hanno fatto. Questo elenco di immobili non e’ mai arrivato. Solo chiacchiere. Non c’e’ mai stata una proposta concreta. Zero, zero, zero. Poi finalmente e’ arrivato lo sgombero. Il proprietario non voleva lo sgombero? Ma scherziamo? Io lo volevo da 10 anni, ci mancherebbe altro. Se nel frattempo mi avessero proposto questo scambio, il mi sarei tolto il Nuovo Cinema Palazzo dalle scatole e mi sarei preso un’altra cosa. E sa una cosa? In questo inter tempo ci e’ arrivata anche qualche altra proposta di affitto, ma io ho risposto: ‘No, c’e’ gia’ una trattativa con il Comune’. Queste sono cose – sottolinea – che Marta Bonafoni e la Del Bello potranno confermare perche’ e’ la verita’. Detto fra di noi, – conclude – se mi fanno una proposta io glielo cedo e me ne vado, ma mai ho detto che non volevo lo sgombero. Da quello che ho capito – confida Paoletti all’agenzia Dire- ho avuto la netta sensazione, che ai miei interlocutori non interessasse davvero lo scambio, perche’ probabilmente lo avrebbero dovuto rimettere a posto e poi avrebbero dovuto fare delle scelte”.
Agenzia DiRE  www.dire.it
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