7 Gennaio riapertura delle scuole superiori.

di Antonella Necci

Sul tema della riapertura delle scuole, l’ex deputata del Movimento 5 Stelle, Flora Frate,( prima espulsa dal M5S, passata al gruppo Misto e da fine novembre 2020 con Azione), attacca senza mezzi termini la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, in merito al rientro in classe, il 7 gennaio, degli studenti delle scuole superiori ma anche su altri punti della sua gestione ministeriale come il concorso straordinario indetto in piena pandemia e poi sospeso e la situazione riguardante i docenti precari.

” Il Ministro dell’Istruzione – scrive Flora Frate – ospite di Lucia Annunziata a ‘Mezz’ora in più’, ci propina il solito estenuante monologo senza contraddittorio. Una sfilza a raffica di banalità, paternalismo, autobiografia ossessiva, chiacchiere vuote senza un minimo di consapevolezza sullo stato reale in cui versa la scuola italiana.”

È continua:

” Non una parola sulle migliaia di studenti scomparsi dalla Didattica a distanza – prosegue l’ex M5S, sul fallimento dei banchi a rotelle accatastati negli sgabuzzini (quelli che sono arrivati), su un concorso indetto in piena pandemia poi sospeso, sui docenti precari senza alcuna soluzione politica adeguata e su un sistema di GPS folle e scriteriato.

I fatti, insomma.

E come sempre le responsabilità, gli errori e le scelte sono di tutti tranne che del ministero stesso. L’annuncio solenne della riapertura delle scuole il 7 gennaio è simile ai tanti altri falliti poi miseramente. Il disastro, guardando al passato recente, è dietro l’angolo.”

Parole dure, alle quali il web ha risposto solo censurando tali dichiarazioni, senza che la ministra rispondesse. Il suo silenzio vorrebbe essere considerato un affronto inutile e dannoso alla sua immagine, se non fosse che le parole della deputata Flora Frate, napoletana, docente precaria di Storia e Filosofia, nascondono una verità ineluttabile. La sua stessa condizione di precaria non può non essere considerata.

Del resto la stessa ministra, docente di sostegno poi inserita nelle ultime graduatorie del concorso a dirigente scolastico del 2017, sa bene di cosa si parla quando si enuncia la parola ” precario”.

Ma ciò che svilisce ancora di più il ministero della pubblica istruzione è l’avvicendamento, come avevamo già annotato in tempi non sospetti e pre-Covid, ( fine dicembre 2019, all’indomani delle dimissioni del ministro Fioramonti), è la scarsa, per non dire nulla, competenza in materia di gestione di un patrimonio così sacro ed importante come la cultura. Del resto questa ministra, classe 1986, cresciuta a pane e soubrettine delle reti Mediaset, ben ricalca lo schema delle simil-politiche finora avvicendatesi nei vari dicasteri di potere.

Spacciare per acume e successo politico lo spreco di denari per l’acquisto dei banchi con rotelle (che gli alunni delle scuole non ancora rifornite in tal senso aspettano con ansia per avviare il campionato d’istituto di corsa nel corridoio di banchi comandati), ma non per l’acquisto di termoscanner e per l’infermeria scolastica con personale medico e paramedico, la dice lunga sulla necessaria incompetenza del ministro della pubblica istruzione. L’istruzione è per paesi civili, cosa che non riguarda l’Italia, dove l’insegnamento dell’educazione civica viene affidato ai docenti di educazione fisica, in primis, ma non alla figura ormai scomparsa del docente di diritto. Troppo pericoloso. Meglio qualcuno giuridicamente più incompetente. Ovviamente l’insegnamento di una materia extra non viene computato sullo stipendio dei docenti. Così imparano ad avermi maltrattato, considerandomi una nullità quando stavo sul sostegno. Vero ministra?

Non saper vedere l’iniquità dei banchi con rotelle, fa capire quanto poco la ministra abbia frequentato le aule scolastiche, al contrario della deputata Frate, che sa bene le conseguenze del mettere in mano ad adolescenti simili “giocattoli!”

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