AMBIENTE. COLDIRETTI: 50 MLN DI PIANTE CON IL RECOVERY FUND.

(DIRE) Roma, 21 nov. – “Piantare in Italia 50 milioni di alberi nell’arco dei prossimi cinque anni nelle aree rurali e in quelle metropolitane anche per far nascere foreste urbane con una connessione ecologica tra le citta’, i sistemi agricoli di pianura a elevata produttivita’ e il vasto e straordinario patrimonio forestale presente nelle aree naturali. E’ la proposta formulata da Coldiretti e Federforeste con il progetto “Bosco vivo e foreste urbane” divulgato in occasione della Giornata nazionale degli alberi istituita dall’articolo 1 della legge 1 del 10/2013″. Cosi’ la Coldiretti, che continua: “Con l’inquinamento dell’aria che e’ considerato dal 47% degli italiani la prima emergenza ambientale secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’, bisogna intervenire in modo strutturale ripensando lo sviluppo delle citta’ e favorendo la diffusione del verde pubblico e privato con le essenze piu’ adatte alle condizioni climatiche e ambientali dei singoli territori. L’obiettivo – precisa la Coldiretti – e’ quello di creare vere e proprie oasi mangia smog nelle citta’ dove respirare area pulita grazie alla scelta degli alberi piu’ efficaci nel catturare i gas ad effetto serra e bloccare le pericolose polveri sottili. Una pianta adulta- precisa Coldiretti– e’ capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno. A provocare lo smog nelle citta’- continua- e’ l’effetto combinato dei cambiamenti climatici, del traffico e della ridotta disponibilita’ di spazi verdi in Italia dove ogni abitante dispone in citta’ di appena 32,8 metri quadrati di verde urbano, e la situazione peggiora per le metropoli con valori con valori che vanno dai 6,3 di Genova ai 16,5 a Roma, dai 18,1 di Milano ai 22,6 di Torino fino ai 22 metri quadrati a Bologna”.

“La situazione e’ diversa nelle aree rurali dove le foreste hanno continuato a espandersi ricoprendo oltre 11 milioni di ettari nel nostro Paese, il 40% della superficie nazionale che pero’, a causa dell’incuria e dell’abbandono, sono diventati infatti vere giungle ingovernabili. Siamo di fronte- spiega la Coldiretti– all’inarrestabile avanzata della foresta che senza alcun controllo si e’ impossessata dei terreni incolti e domina ormai piu’ di 1/3 della superficie nazionale con una densita’ che la rende del tutto impenetrabile ai necessari interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza. Il risultato e’ che buona parte del territorio nazionale e’ particolarmente vulnerabile al dissesto idrogeologico e al rischio incendi anche per effetto dei cambiamenti climatici. Per difendere il bosco italiano occorre creare le condizioni- rileva Coldiretti– affinche’ si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli. Il progetto- sottolinea la Coldiretti- si pone quindi anche l’obiettivo di gestire il patrimonio forestale in maniera sostenibile per contribuire al raggiungimento della neutralita’ climatica entro il 2050 favorendo lo stoccaggio del carbonio da parte delle superfici forestali e delle foreste urbane. Un impegno importante anche per assicurare un presidio attivo contro il dissesto idrogeologico, incendi ed altre forme di impoverimento dei territori, contrastare l’abbandono di tale aree e valorizzare la filiera del legno 100% Made in Italy anche al fine di scongiurare le importazioni illegali di legno. Un obiettivo che richiede una programmazione pluriennale della messa a dimora, coltivazione e manutenzione delle foreste da parte degli agricoltori e degli imprenditori del verde rilanciando i servizi di consulenza e le attivita’ turistiche ricreative in tali aree”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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