CONSERVATORIO FROSINONE.

Euripide al Conservatorio di Frosinone

Nuovo importante appuntamento con la stagione musicale del Conservatorio di Frosinone, la prestigiosa istituzione AFAM diretta dal M° Alberto Giraldi e presieduta dal Dott. Alberto Gualdini. Il 24 e 25 settembre,  ingresso libero – presso il Chiostro Cesare Croci del Conservatorio – per un importante incontro con il teatro classico, attraverso la rappresentazione della tragedia Ippolito di Euripide nella versione italiana di Michele Napolitano. Si tratta di un progetto nato quasi tre anni fa su proposta del Prof. Michele Suozzo, docente di Storia della Musica presso lo stesso Conservatorio, noto divulgatore musicale e storico conduttore della iconica trasmissione radiofonica La Barcaccia, attivo da diversi anni anche come produttore e regista teatrale. Il progetto a carattere multidisciplinare ha visto coinvolto il Dipartimento di Composizione, coordinato dal M° Luca Salvadori, cui è stato affidato il compito di realizzare le musiche originali di scena, i musicisti provenienti dal Dipartimento corsi di Musica Antica, coordinati dal M° Rodolfo La Banca e gli attori de “La chambre magique”, compagnia teatrale fondata dallo stesso Michele Suozzo.  I costumi sono di Annalisa Di Pierro con le acconciature e il trucco di scena di Sergio Tirletti. La tragedia Ippolito è databile all’ano 428 a.C. quando fu rappresentato ad Atene nell’ambito delle celebrazioni dedicate al Dio Dioniso. Ippolito è il figlio di Teseo e della sua prima moglie Ippolita. Vive nella città greca di Trezene assieme a Fedra, figlia di Minosse e seconda moglie di Teseo. È un adolescente devoto ad Artemide ma non ad Afrodite che per vendetta fa innamorare di lui Fedra la matrigna che prova per il ragazzo una passione sfrenata. Ippolito respinge le avances di Fedra che per il dolore si uccide dopo aver accusato falsamente Ippolito di averla oltraggiata. Teseo crede a questa calunnia. Maledice il figlio e invoca Nettuno di punirlo.   Il dio del mare lo farà travolgere il ragazzo dai cavalli del suo carro imbizzarriti perché terrorizzati da un toro. Artemide svelerà poi la realtà mentre Ippolito morente spirerà tra le braccia del padre. Uno spettacolo di grande interesse di estrema modernità ed interartisticità rispetto alla quale proprio il M° Michele Suozzo ha fornito un’ulteriore sinossi: “È la prima volta che affronto una tragedia greca. Dell’Ippolito mi ha sempre affascinato lo splendore lirico dei cori e la potente realizzazione della passione di Fedra. L’argomento è stato poi affrontato da diversi poeti, e tra questi cito per primo il mio amato Racine, senza trascurare D’Annunzio, ma nella tragedia euripidea, nonostante la ben nota “empietà” dell’autore, soffia potente il vento del mito, che inevitabilmente si affievolisce nelle più rifinite e scaltre tragedie moderne. Le tragedie di Euripide erano praticamente dei melodrammi, i più antichi frammenti di musica greca che ci sono pervenuti provengono da “copioni” delle tragedie di Euripide. Impossibile riproporle in quella forma ma, data la collaborazione con il conservatorio, ho trovato interessante restituire al testo antico la sua “aura” musicale. È stato un lavoro lungo, di circa un anno, la musica è assolutamente moderna ed è un grande azzardo, un esperimento, senza però mai tradire le ragioni del dramma.”

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