Ponte Morandi, Mattarella: “Quattro anni dopo la ferita non si rimargina”.

Il Presidente della Repubblica: “Il dramma ha segnato la vita della Repubblica, servono interventi a sostegno delle vittime”. Toti: “Si arrivi presto alla verità giudiziaria”.

Nel quarto anniversario del crollo del Ponte Morandi, si rinnova il dolore della tragedia che ha colpito quarantatré vittime. Una ferita che non si può rimarginare, una sofferenza che non conosce oblio, una solidarietà che non viene meno. Un dramma che segna la vita della Repubblica e per il quale la magistratura sta doverosamente accertando le responsabilità. Rinnovo anzitutto ai familiari, costretti a patire il dolore più grande, la più intensa solidarietà della nostra comunità nazionale”.

Lo dichiara il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Si manifesta l’esigenza di interventi adeguati a sostegno dei familiari delle vittime di tragedie come queste: occorre che la normativa sappia dare risposte a queste esigenze– prosegue Mattarella- L’azione svolta dal comitato dei familiari delle vittime è risultata preziosa, vero e proprio memoriale vivente della tragedia, in attesa della realizzazione del memoriale proposto a monito permanente”.

Alle 11 e 36 del 14 agosto 2018, mentre una pioggia intensa cade su Genova, una sezione di oltre 200 metri del ponte Morandi cede, trascinando nel vuoto decine di veicoli. Il bilancio è impressionante quanto le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza: 43 vittime, la città paralizzata dal crollo del principale asse stradale e il dramma di 260 famiglie, residenti nelle zone circostanti, sfollate per ragioni di sicurezza. Una ferita rimarginata dal nuovo ponte, ma che continua a procurare dolore e rabbia per ciò che si poteva fare e non è stato fatto a livello di manutenzione.

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CASELLATI: MONITO CHE ITALIA NON POTRÀ MAI DIMENTICARE

“Il crollo del Ponte Morandi è una metafora dolorosa delle fragilità infrastrutturali del nostro Paese, un monito che l’Italia non potrà mai dimenticare. Le 43 vittime, la sofferenza dei loro cari e i disagi degli sfollati rimarranno per sempre impressi nella nostra memoria, così come la reazione dei genovesi, la ricostruzione e la rinascita di un’intera città. Il modello Genova è un esempio virtuoso per l’intero Paese”. Lo ha dichiarato il presidente del Senato, Elisabetta Casellati.

TOTI: SI ARRIVI PRESTO A VERITÀ GIUDIZIARIA SU PONTE MORANDI

“Come ormai per il quarto anno la Liguria oggi si è svegliata con le stesse tre potenti sensazioni: quella di dolore per le quarantatré persone che non ci sono più, poi con la richiesta di giustizia che guarda il Tribunale di Genova e il processo in corso che spero possa concludersi con la verità e nel più breve tempo possibile e poi, consentitemelo, con orgoglio di andare oggi ad andare a ricordare quella giornata sotto un ponte ricostruito. Un ponte bello, con la penna di Renzo Piano e ricostruito in dei tempi diventati in qualche modo un modello per il Paese. L’impegno di questi anni della città di Genova ha ricucito un po’ se non il dolore dei familiari quella ferita, quello strappo che si era consumato quando quel ponte è crollato”. Lo ha detto il presidente della Regione Liguria e di Italia al Centro, Giovanni Toti, intervenuto stamattina ai microfoni di Rtl 102.5 durante la trasmissione Non Stop News. Si può immaginare che quella ricostruzione che è avvenuta possa riguardare in qualche modo anche l’Italia nel cammino che ci porterà alle elezioni? “Soprattutto quello che succederà dopo le elezioni. Continuo a pensare che quei due anni in cui abbiamo ricostruito un ponte siano un tempo ragionevole, in altre parti del mondo lo sarebbero assolutamente, in altri casi potrebbero essere più corti- prosegue Toti- Bisogna che la politica torni a fare la politica, che torni ad avere il coraggio di scegliere, di fare leggi applicabili, di riformare codici con cui affidiamo i lavori, le griglie con cui si fanno i controlli dei lavori che stiamo facendo”.

TOTI: LA POLITICA TORNI AD ASSUMERSI LE RESPONSABILITÀ

Per il governatore della Liguria “bisogna che la politica si riassuma le responsabilità dopo anni in cui ha fatto esattamente l’opposto. Ha scaricato le responsabilità su leggi complicatissime che impediscono di fare le cose più normali in questo Paese e al contempo è andata in giro per le piazze a promettere cose irrealizzabili. La separazione tra quello che si riesce a fare in questo Paese e quello che si promette è diventato qualcosa di insopportabile. Cerchiamo di fare una campagna elettorale sobria, di promettere quello che potrà accadere e di farlo accadere davvero”. Sulle parole del ministro della Giustizia, Marta Cartabia alla presidente del Comitato vittime del Morandi: “L’anno scorso il ministro Cartabia fu qui, donna molto seria. Penso che la risposta abbia dei toni appropriati, dopodiché la giustizia è un grande malato di questo Paese per molte ragioni. Spero che il prossimo governo possa fare quel pezzettino di strada in più che il governo Draghi e il ministro Cartabia non sono riusciti a fare, anche perché come noto erano un governo che tenevano all’interno quelle stesse forze che aveva voluto la riforma Bonafede, che considero una delle grandi iatture di questo Paese. Per quanto riguarda il processo Morandi vorrei ringraziare il Tribunale di Genova che lo sta conducendo, l’ha condotto. Anche il procuratore Cozzi ora in pensione ha pensato le consegne qualche mese fa con grande sobrietà e impegno. Credo si arriverà a una verità giudiziaria che non ricucirà il dolore, ma comunque è un primo passo di riconciliazione tra quelle famiglie e lo Stato”, conclude Toti.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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