Lombardi: “Rinnoviamo alleanza Pd-M5S per fare del Lazio un modello politico e ambientale”.

Roberta Lombardi 

di Emiliano Pretto

L’assessora regionale alla Transizione Ecologica e Trasformazione Digitale del Movimento 5 Stelle: “Quando siamo entrati in Giunta abbiamo ragionato a lungo termine”.

ROMA – “Riproporre alle prossime elezioni regionali l’alleanza M5S-Pd? È auspicabile. Noi con l’entrata in Giunta un anno fa abbiamo fatto un pensiero più lungo dei due anni che mancavano alla fine della legislatura“. Lo ha dichiarato l’assessora regionale alla Transizione Ecologica e Trasformazione Digitale, Roberta Lombardi, nel corso di un’intervista con l’agenzia stampa Dire. L’esponente del Movimento 5 Stelle ha affrontato i temi della politica e dell’ambiente, in vista delle Regionali del Lazio che si terranno nel 2023.

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L’assessora ha ricordato: “Abbiamo avuto modo, nella Regione Lazio, di lavorare in modo estremamente produttivo e costruttivo con la maggioranza di centrosinistra già quando eravamo all’opposizione. Che poi è stato il motivo per cui ci siamo spinti ad entrare in maggioranza. Se questo altro anno andrà bene, sarà proficuo e armonico, il progetto di andare con un ampio fronte progressista che porti la Regione Lazio, in questi anni di transizione, verso un modello sostenibile, facendone anche un campione da imitare, ci sta tutto”.

“PRIMARIE? NEL M5S ABBIAMO ALTRI METODI”

Sul candidato che guiderà questa coalizione progressista e sul modo per sceglierlo, Lombardi ha spiegato: “Le primarie sono uno strumento del Pd, noi abbiamo un altro metodo di selezione, sul web con un elettorato controllato. A seconda del candidato che uscirà, capendo le varie progettualità che si possono mettere sul piatto, faremo le nostre valutazioni. Tanti anni fa sono andata anche io a votare alle primarie del Pd. Quando si presentò Ignazio Marino come candidato segretario e non vinse”. Tra i possibili candidati potrebbe esserci la stessa assessora, anche se nel M5S al momento vige ancora la regola dei due mandati che non le consentirebbe di ripresentarsi. “Ci sono tanti modi per fare politica attiva per il territorio. Non mi piace l’idea di fare la politica di professione“, ha aggiunto Lombardi. Che, alla domanda di fare un altro nome, ha glissato: “Non lo farò mai”.

“ABBIAMO CAMBIATO L’AGENDA POLITICA IN OTTICA SOSTENIBILE”

L’esponente pentastellata ha tracciato un bilancio della sua esperienza in Giunta regionale: “A metà marzo sarò assessore da un anno. Abbiamo fatto un investimento politico tematico molto forte con questa scelta perché non si tratta solo di affrontare il tema ambientale ma quello della trasformazione da un modello di sviluppo lineare e di consumo senza freni delle risorse ad un sistema sostenibile e rispettoso del rinnovarsi delle risorse stesse. Il primo risultato conseguito in questo primo anno è proprio questo: aver dato una nuova agenda politica alla Regione – ha osservato Lombardi -. Il secondo risultato riguarda, invece, una serie di atti approvati o che saranno approvati nei prossimi due mesi. Penso, ad esempio, alla strategia regionale di sviluppo sostenibile, l’atto madre da cui discenderanno tutte le successive impostazioni che daremo ad agli atti programmatori della Regione Lazio. A partire dal documento di economia e finanza e da tutte le pianificazioni che dovranno essere improntati al principio dello sviluppo sostenibile”.

L’assessora ha proseguito: “Sui temi della transizione ecologica e ambientale abbiamo poi approvato il piano di risanamento della qualità dell’aria. È stato approvato in Giunta e sarà incardinato in Consiglio a giorni. Ma prima ci tenevamo, con il presidente Zingaretti, a presentarlo pubblicamente al mondo dell’associazionismo ambientale, anche al fine di poterlo migliorare in Consiglio ancora di più. Per le misure legate al risanamento dell’aria tra Pnrr, programmazione europea e fondi propri c’è un finanziamento di 3,4 miliardi“.

“AL LAVORO PER AGENDA DIGITALE LAZIO FINO AL 2026”

“Nei prossimi 12 mesi approveremo un atto funzionale alla pianificazione della transizione, ovvero l’agenda digitale regionale fino al 2026. La digitalizzazione è l’infrastruttura abilitante della transizione perché per il nuovo modello di produzione e consumo di energia che vogliamo bisogna poter conoscere in tempo reale i picchi di produzione, le richieste di consumo, e si deve poter ridistribuire sulla rete l’energia prodotta. Sempre nel prossimo anno arriverà anche il piano di transizione ecologica di tutta la Regione Lazio”, ha illustrato Lombardi.

“Sulla digitalizzazione – ha aggiunto l’assessora – abbiamo approvato due delibere di giunta per la digitalizzazione dei piccoli Comuni. Nel Lazio abbiamo 254 Comuni sotto i 5.000 abitanti che hanno bisogno, per mancanza di risorse umane e finanziarie, di avere un partner come la Regione Lazio per traguardare gli obiettivi digitali. Abbiamo anche lavorato all’agenda digitale che arriverà nei prossimi mesi”.

“RIFIUTI? ROMA HA BISOGNO DI MOLTI IMPIANTI, MA NON DI GRANDI DIMENSIONI”

Interrogata sul tema dei rifiuti, l’assessora regionale alla Transizione Ecologica e Trasformazione Digitale ha dichiarato: “I cittadini devono differenziare ma il Comune di Roma si deve dotare dell’impiantistica necessaria. Non solo i biodigestori. Vista la dimensione di Roma c’è bisogno di parecchia impiantistica. Stiamo discutendo in Giunta come distribuirli sui territori, fermo restando che sono i Comuni, le Province e la Città metropolitana di Roma a decidere dove ubicare esattamente l’impianto. Quello che sto cercando di veicolare – ha notato Lombardi – è che non possiamo dotare il Lazio di grandi centrali, perché vanno contro i principi della transizione e poi non sono accettati dalle comunità, che spesso si vedono arrivare progetti autorizzati, perché a norma di legge, ma con volumi molto grandi. Vengono percepiti come estranei perché non al loro servizio. Invece una piccola impiantistica di prossimità, a servizio della comunità, sarebbe più accettata. Roma la vediamo tutti. Gualtieri, per quanto si sia impegnato in un’opera di pulizia meritoria, non ha la bacchetta magica come non ce l’aveva Raggi. Scontiamo come romani la mancanza di impianti dove conferire rifiuti che purtroppo restano ancora per terra”.

“A CIVITAVECCHIA IL PRIMO CAMPO EOLICO GALLEGGIANTE D’ITALIA”

Lombardi ha anche fatto il punto sui progetti che sta portando avanti nel suo settore di competenza: “Stiamo preparando, e conto di presentarlo a fine marzo, il piano di transizione della città di Civitavecchia. Una città che ha una storia particolare e che viene da una servitù energetica di più di 80 anni che ha portato sul suo territorio centrali energetiche importanti con fonti fossili di vario tipo. Nel 2025 sarà dismessa l’attuale centrale a carbone – ha spiegato l’assessora – Stiamo riprogettando con il territorio un nuovo distretto energetico sostenibile. Intanto sarà presentato entro la fine del mese il primo campo eolico galleggiante in Italia, a 20 chilometri dalla costa di Civitavecchia”.

“88 MILIONI PER COMUNITÀ ENERGETICHE RINNOVABILI”

C’è poi il tema delle comunità energetiche rinnovabili, che è in pieno sviluppo: “Dopo quella di Ventotene pensiamo a nuove comunità energetiche rinnovabili. Ce n’è un’altra aperta a Collalto Sabino, dove stanno valutando di aprirne una seconda. Un’altra è a Civita Castellata e anche lì stanno valutando di aprirne altre – ha detto Lombardi – Come Regione Lazio abbiamo stanziato un fondo di due milioni per aiutare le comunità ad affrontare i costi di partenza. Poi ci sono 88 milioni nel Pnrr per le comunità energetiche nel Lazio e per i gruppi collettivi di autoconsumo, che altro non sono che i condomini, per i Comuni sotto i 5.000 abitanti. Nella programmazione 2021-27, infine, ci sono 20 milioni per tutto il resto del territorio. E poi c’è Roma, dove pensiamo ai tetti condominiali. Ora si può, tra l’altro senza nemmeno più unanimità ma con la maggioranza dei condomini”.

“Le comunità energetiche rinnovabili sono un nuovo modello di produzione e consumo di energia a km zero – ha sottolineato l’assessora regionale – Sono strumenti potenti sia per traguardare gli obiettivi di transizione sia per i costi. Di fatto sono comunità di cittadini, istituzioni, comitati e privati che si mettono insieme. Alcuni sono produttori e altri consumatori. La produzione da fonti rinnovabili viene consumata nella comunità in un tasso di tempo brevissimo, al massimo un’ora, dalla produzione. E questo fa sì che venga remunerata in maniera interessante dai gestori”, ha concluso Lombardi.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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