La Siberia è in serio pericolo.

I rifiuti nucleari? Seppelliamoli in Siberia!

Greenpeace Francia ha scoperto che i rifiuti nucleari torneranno
a essere seppelliti in Siberia.
Dieci anni fa, Greenpeace era riuscita a bloccare le esportazioni di uranio impoverito in Russia, gli scarti radioattivi prodotti dall’azienda di stato francese dell’elettricità.

L’industria nucleare francese produce tonnellate di rifiuti,
alcuni dei quali rimarranno radioattivi per decine di migliaia di anni,
ma nasconde questo orrore diffondendo la notizia  di un impegno nel “ciclo del combustibile” in cui l’uranio che alimenta le centrali è riciclabile e riciclato. Questa produzione comporta processi industriali complessi, costosi e inquinanti e risulta inefficace. La necessità di seppellire le scorie radioattive francesi in Siberia nasce da questo.

Nel frattempo, alcuni Paesi europei, guidati dalla Francia, stanno facendo pressione affinché il nucleare, nell’Unione Europea, venga considerato fra le fonti “green”,
sostenibili dal punto di vista ambientale,
Purtroppo il nucleare, come il gas, è incompatibile con qualsiasi idea
di sostenibilità, e la prova è l’irrisolta questione dello smaltimento
delle scorie radioattive, prodotte dalle centrali atomiche. (Fonte, Greenpeace, Italia)

Nella Buriazia siberiana, nell’Hakasia, nella regione di Tuva
e nell’Altai lo sciamanismo è religione ufficiale.
È qui che, a contatto con una natura sovrana e potente, lo sciamanismo è nato, ed è qui che ancora oggi esso si impone all’attenzione non solo degli abitanti delle steppe e della taiga,
ma di tutto il mondo, come una voce che può ricordarci da dove veniamo e dove siamo diretti
“.

“Gli sciamani sono una specie rara sul pianeta
e come quella di tutte le specie rare la loro sopravvivenza
è legata alla continuità del loro habitat: la natura selvaggia

Lo sciamano non può esistere se non nel mezzo di una natura possente che lo alimenta o lo ispira, ma la natura, lo sciamano lo sa bene ,
è una dimensione interiore.
L’uomo proietta ciò che ha dentro e
abita la propria psiche e le proprie immagini”.

“Incontrare un vero sciamano è un’esperienza di guarigione
e di apertura straordinaria. Lo sciamano conosce il tuo problema
senza che gliene parli e lo risolve senza la minima approssimazione.
La difficoltà per chi viene dal mondo dei conflitti e dell’innaturalezza
è solo quella di trovarlo, il vero sciamano si nasconde e, a volte,
anche quando c’è l’hai sotto il naso, non sempre lo vedi, dipende
da quanto aperti sono i tuoi occhi. Incontrare uno sciamano
non è questione di possibilità di viaggiare, condizioni economiche o disponibilità di tempo, è più che altro una questione di preparazione”.

“Discorso alla Luna” invita a risvegliarsi dall’ipnosi del materialismo e a compiere il risveglio qui e ora, senza indugi. Un risveglio che è liberatorio, grazie alla forza che promana dai racconti di potere della sciamana Svetlana, capace di andare oltre la Grande Soglia.

Nella preistoria, quindi prima che incominciasse la storia
dell’attuale umanità, che ha portato il proprio 
credo nel materialismo e nell’oggettività delle cose fino al punto da compromettere la vita sul pianeta, nella preistoria, dicevo, i popoli che vivevano in comunione con l’istinto, con l’anima del mondo, consideravano Ukok un luogo sacro e ci venivano per seppellire i loro morti di alto rango: nobili, re, guerrieri. L’uomo attuale ha molte false credenze, tra le quali la superstizione
che l’uomo primitivo fosse più arretrato, più vicino allo stadio animale.
Ma il sentimento del sacro, la capacità di percepire la bellezza,
di darsi alla natura, di offrirsi all’amore, che è ciò che rende grande
un essere umano, non sono certo migliorate con il progresso.
Nell’epoca primitiva l’umanità portava impresso, come un marchio delle origini, il segno di una beatitudine che si è 
perduta.
Selene Calloni Williams – “Discorso alla luna”

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