Paralimpiadi, Terzi oro nel nuoto. Pioggia di medaglie, superate le 39 di Rio.

di Mirko Gabriele Narducci

Superate le 39 medaglie, in soli sette giorni gli azzurri fanno meglio delle olimpiadi di Rio 2016.

TOKYO – Alberto Amodeo vince la medaglia d’argento nei 400m stile libero S8 ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020 vince la medaglia numero 40 per l’Italia che, in soli sette giorni di gare su dodici, ha già superato l’intero bottino di Rio 2016. E dal nuoto Paralimpico soddisfazioni senza fine:

Giulia Terzi è medaglia d’oro nei 100 stile libero S7, argento invece per Stefano Raimondi nei 100 farfalla S10 mentre Xenia Palazzo è medaglia di bronzo nei 400m stile libero S8 al termine della finale disputata all’Aquatics Centre.

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AMODEO: EMOZIONE INDESCRIVIBILE, NON CI SPERAVO

“E’ un’emozione indescrivibile, sto ancora realizzando quello che è successo, non avrei mai sperato una gara del genere. Ho migliorato ancora il mio tempo, speravo e sapevo che potevo farlo ma non così tanto. Quando in gara ho visto i miei allenatori che saltavano sul bordo vasca mi sono reso conto che stava andando bene. Ora ancora un paio di giorni per ripassare il delfino per la prossima gara, vedremo come andrà”. Così Alberto Amodeo, medaglia d’argento nei 400m stile libero S8 ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020, parlando ai microfoni di Raisport.

PALAZZO: STRETTO I DENTI, VOLEVO QUESTA MEDAGLIA

“Ho stretto i denti sul finale di gara, agli ultimi 150 metri, perché non riuscivo più ad andare avanti ma volevo questa medaglia e sono felicissima. La dedico a mia sorella Masha perché prima di partire abbiamo trascorso una giornata insieme a provare i costumi… E poi lei scrive tante canzoni e le dedica a me”. Così Xenia Palazzo, medaglia di bronzo nei 400 sl S8 ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020, ai microfoni di Raisport.

GIULIA TERZI, LA SCHEDA

Giulia Terzi, oro nei 100 stile S7, è alla quarta medaglia ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020. Nata a Melzo (Mi) il 14 agosto 1995, è tesserata per la Polha Varese ed è all’esordio a una Paralimpiade: nel suo palmares finora spiccavano l’argento nella staffetta 4×50 mista ai Mondiali di Londra del 2019, cui si aggiungono le due medaglie di bronzo nei 100 stile nei 50 delfino.

Figlia di una atleta a livello agonistico, inizia a nuotare all’età di cinque mesi: “Mia mamma voleva che non avessi paura dell’acqua”. A cinque anni passa alla ginnastica artistica. Il ritorno in vasca qualche anno fa su consiglio medico, a causa della scoliosi congenita rara con coinvolgimento midollare. Le figure più importanti nella sua crescita sportiva? “I miei allenatori Massimiliano Tosin e Micaela Biava e la mia società, la Polha Varese, che mi supporta in ogni momento”.

Oltre al nuoto tanto studio: ha una laurea in Scienze Politiche indirizzo Amministrazione e Gestione d’impresa ed è iscritta a Giurisprudenza come seconda laurea. “Mi laureerò al mio ritorno da Tokyo”. Ama la lettura, i gialli in particolare, gli animali e la musica. Prima di una gara cerca di rilassarsi: “Penso che se sono riuscita a superare tutti i periodi difficili la gara è solo un momento per divertirmi e dare il massimo”. Nella sua playlist non può mancare ‘Sere Nere’ di Tiziana Ferro: “È in assoluto il brano top in cima a ogni mia lista”.

STEFANO RAIMONDI, LA SCHEDA

Stefano Raimondi, argento nei 100 farfalla S10 ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020 (terza medaglia per lui in questa edizione), è nato il primo gennaio 1998 a Soave (Vr). Tesserato per Verona Swimming Team e per le Fiamme Oro, dal 2013 gareggia nel nuoto paralimpico dopo una carriera tra i normodotati interrotta per un incidente in scooter che gli compromette l’uso della gamba sinistra. “Questa disciplina è stata per me un’occasione di rinascita, perché proprio attraverso lo sport sono tornato a camminare”, ha detto.

All’esordio a una Paralimpiade, nel suo palmares fino a questo momento spiccavano a livello internazionale i tre ori (50 sl, 100 rana, 4×100 sl) ai Mondiali di Londra 2019, dove ha conquistato anche cinque medaglie d’argento (100 dorso, 100 rana, 100 sl, 200 misti, 4X100 mista). Due i momenti della sua carriera sportiva da incorniciare: “Nel 2014, un anno dopo l’incidente, quando sono riuscito a salire sul terzo gradino del podio ai Campionati Italiani Giovanili per normodotati, e l’oro inaspettato nei 50 stile libero ai Mondiali di nuoto paralimpico di Londra del 2019”.

Ama molto la musica degli anni ’80 e ’90. Incontra i ragazzi nelle scuole per infondere fiducia e incitare a vedere sempre oltre, soprattutto oltre la disabilità perché nonostante tutto si possono sempre fare cose straordinarie. Studia Scienze motorie e le sue passioni continuano ad essere le moto e i motori.

XENIA PALAZZO, LA SCHEDA

Xenia Palazzo, medaglia di bronzo nei 400 metri S8 ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020, è nata a Palermo il 29 aprile 1998 ma vive a Verona. Tesserata per l’Asd Verona Swimming Team e per le Fiamme Azzurre, la nuotatrice alla nascita ha avuto una vasta emorragia cerebrale a causa di una Cid (Coagulazione intravasale disseminata). Già a tre mesi la mamma la porta in piscina per fare terapia e “da lì piano piano si è accesa una scintilla”.

L’esordio in una gara ufficiale è nel 2012, mentre è a Rio 2016 la sua prima partecipazione a una Paralimpiade, portando a casa l’accesso a due finali con un sesto e ottavo posto nei 200 stile e 100 dorso. Nel 2018 ai Campionati europei di Dublino ha conquistato due titoli europei nei 200 misti e 400 stile e due argenti nei 50 e 100 stile. Ai Mondiali di Londra 2019 ha vinto l’argento nei 400 stile libero.

Si è diplomata all’Istituto Marco Polo di Verona, nel tempo libero le piace ascoltare la musica e leggere libri. Se non avesse fatto l’atleta avrebbe fatto la maestra delle elementari o medie. Il momento sportivo più bello? “Quando ho saputo che avrei partecipato ai Giochi di Tokyo insieme a mio fratello Misha”. Serie tv preferite non ne ha: “Mi piace guardare i canali di Discovery o National Geographic”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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