Disabili in fermento, contro la regione Lazio per alcuni cambiamenti effettuati.

I disabili del Lazio stanno manifestando contro la regione per aver indetto due gare d’appalto al ribasso su presidi per l’incontinenza e ausili a loro necessari come salvavita.
Tale decisione anziché apportare delle migliorie nella scelta e qualità degli ausili costringerà ad una riduzione del ventaglio d’offerta mettendo a repentaglio la loro salute.
Inoltre anche l’accentramento della fornitura su un unico operatore per tutta la regione costringerà tante sanitarie sul territorio alla chiusura rendendo ancora più complicata la nostra vita.

Si allegano 3 lettere inviata in Regione dove si evidenziano le criticità.

Alla c.a.
Presidente Regione Lazio
Dott. Nicola Zingaretti
presidente@regione.lazio.it
Assessore Sanità e Integrazione Socio Sanitaria
Assessore Alessio D’Amato
ass.sanita@regione.lazio.it
Presidente VII Commissione – Sanità, politiche sociali,
integrazione sociosanitaria, welfare
Dott. Giuseppe Simeone
g.simeone@regione.lazio.it
VIIcommissione-cons@regione.lazio.it
Direttore Direzione Regionale Salute e Integrazione
Socio Sanitaria
Dr. Renato Botti
rbotti@regione.lazio.it
Direzione regionale salute e politiche sociali Regione
Lazio
Dott.ssa Lorella Lombardozzi
lolombardozzi@regione.lazio.it
Direzione regionale centrale acquisti
Dott. Donato Cavallo
dcavallo@regione.lazio.it

 

Oggetto: urgenti chiarimenti interpretativi e rispetto nuovi LEA Bari, 23/12/2020
Gent.mo Presidente Zingaretti,
Assessore, Dr. Cavallo, Dr.ssa Lombardozzi, in data 03/12/2020, con piacere abbiamo ricevuto la Vs. missiva (n°
GR/39/21 ) che ci informava della nuova procedura di gara per gli ausili monouso (allegato 2) e per gli ausili
tecnici (allegato 5 elenco 2b). Dallo schema allegato risultava estremamente chiaro che le nostre osservazioni in
merito alla “vecchia gara” erano state recepite. Ma quello che più ci ha fatto piacere è l’espressa volontà della
Regione Lazio di avviare un percorso condiviso con le associazioni pazienti per il bene della Cittadinanza.
È con questo spirito che Vi scriviamo, poiché, in seguito alla pubblicazione della nuova gara (allegato 2), alcuni
punti non sono chiari e nostro malgrado siamo costretti a reintervenire per migliorare la procedura, nell’interesse
sovrano delle persone con disabilità e della loro salute.

Tanto premesso, si evidenzia che:
• nel disciplinare di gara, al punto 2.1, appare evidente che ci sia un refuso della “vecchia gara”. Infatti,
mentre si scrive che: La stazione appaltante seleziona … Tutti gli aggiudicatari idonei…. Successivamente,
si scrive: “ciascun Fornitore Aggiudicatario si obbliga ad accettare Ordinativi di Fornitura da parte delle
Aziende Sanitarie, fino alla concorrenza dell’importo massimo determinato come prodotto tra l’importo a
base d’asta del Lotto e la percentuale di esecuzione spettante al Fornitore Aggiudicatario, definita sulla
base della graduatoria finale della procedura di gara”;
• ci inorgoglisce che nel capitolato tecnico, a pagina 6, si scrive testualmente: “Tutti i prodotti dovranno
soddisfare le esigenze di manualità, di tecniche in uso, di indirizzi diagnostico terapeutici degli operatori
delle Aziende Sanitarie interessate…”. Tuttavia, poi, nell’Allegato 4, “Aspetti migliorativi”, si vanno a
valutare alcuni aspetti di pertinenza clinica/riabilitativa, già valutati nel percorso riabilitativo del paziente
(PDTA). Solo come esempio pratico, a pagina 12 punto 5 dell’Allegato 4, si parla di Facilità d’uso, con
valutazione della flessibilità, facilità d’uso con una sola mano e dimensioni contenute. Ebbene, queste
valutazioni non sono e non possono essere oggettive. Valutazioni che dipendono se c’è un paraplegico, un
tetraplegico, oppure un paziente con una “semplice” vescica neurologica. La maggiore flessibilità del
catetere, per alcuni pazienti non è un bene “vitale” e assoluto;
• l’appropriatezza prescrittiva ed i Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali, (PDTA) previsti dal
“Documento tecnico di indirizzo sui problemi legati all’incontinenza urinaria e fecale”, siglato il
24/01/2019 alla Conferenza Stato/Regioni, sono la chiave di svolta per la scelta del corretto dispositivo
medico e non, senza offesa per alcuno, la Valutazione Qualitativa “oggettiva” di una Commissione di gara,
anche se di elevato livello Professionale;
• inoltre, per rispettare le norme di legge in vigore, auspichiamo una maggiore chiarezza applicativa nel
percorso Prescrittivo/Erogativo del dispositivo medico richiesto, infatti, potrebbe essere molto utile, in
questo gravissimo momento pandemico, di passare alla “ricetta dematerializzata”, esattamente come
avviene coi farmaci e le note AIFA. Osiamo rammentarVi che nei nuovi LEA è previsto che la regione Lazio
possa autorizzare il medico di famiglia, a “riconfermare” i piani terapeutici dei dispositivi medici prescritti
la prima volta dallo “specialista di una struttura pubblica”. In sintesi, la comune ricetta rossa compilata
dallo specialista o dal medico di base, giunge a mezzo e-mail direttamente all’Ufficio Protesi della ASL
d’appartenenza, che lavora la pratica da remoto ed invia l’autorizzazione a dispensare i prodotti prescritti
“direttamente” alle farmacie o alle sanitarie;
• concludendo, per mettere a punto una procedura burocratica ottimale e consentire una riflessione più
rispettosa delle norme in vigore, Vi chiediamo di rinviare di 30 gg. i termini di gara.
Fiduciosi che prenderete in debito conto le ns. considerazioni e disponibili a ulteriori chiarimenti, in attesa,
porgiamo distinti saluti e Vi Auguriamo Buone Feste.
Il Presidente
Cav. Francesco Diomede

Alla c.a. Regione Lazio
Presidente Nicola Zingaretti
presidente@regione.lazio.it
Direzione Regionale Salute e Integrazione Socio Sanitaria
Direttore dr. Renato Botti
rbotti@regione.lazio.iti
Direzione Regionale Salute e Integrazione Socio Sanitaria
Area Farmaci e Dispositivi
dr.ssa Lorella Lombardozzi
lolombardozzi@regione.lazio.it
e p.c.
Ass. Aimar
aimar@aimar.eu
FINCOPP Lazio
finco@finco.org
Assortopedia
m.clementi@assortopedia.it
Federfarma Lazio
info@federmarmalazio.it
Federlazio
federlazio@federlazio.it
Federsan-Confcommercio
federsan.nazionale@gmail.com
Fioto
fioto@fioto.it

Oggetto: Vs n GR/39/21 del 3 dicembre 2020
In merito alla Vs. GR/39/21, l’Associazione scrivente segnala che il documento inviato è
insufficiente per poter valutare con adeguatezza le scelte operate. Abbiamo atteso invano
spiegazioni in merito.
Nel merito sottoponiamo alcune osservazioni per noi vincolanti.
1. Salvo che per urologia e stomia il cui perimetro è chiaro, la parte relativa ad ausili tecnici
non riporta definizioni di norma tali da comprendere più chiaramente l’ambito di gara.
2. La distinzione tra “di serie” e “ausili per i quali è necessario un ventaglio più ampio” è del
tutto arbitraria e non confacente alla norma in vigore.

3. Non esiste nessun accenno alla personalizzazione, fulcro vitale per l’erogazione della
prestazione protesica sia in termini normativi, che di prevenzione (ad es. ulcere da
decubito, calcificazione), che di riabilitazione (autonomia).
4. L’accenno alle soluzioni di gara contenute sono minime e pertanto insufficienti per una
valutazione adeguata. Da ciò che si evince, si può affermare con certezza che non si tratta
in nessuno dei due casi di “accordo quadro” così come concordato nei confronti svolti con
le Associazioni sul tema.
5. È sorprendente e immotivata la differenza tra urologia/stomie e ausili tecnici come se un
prodotto standard o personalizzabile di quest’ultima categoria fosse privo di rischi per la
salute. Denota assoluta mancanza di conoscenza del merito.
6. La gara sarebbe per identificare un fornitore unico, oppure uno privilegiato, su un
determinato territorio. È tecnicamente impossibile che un solo operatore abbia in catalogo
tutti i prodotti prescrivibili. Conseguentemente, una gara siffatta è destinata a trovare
facile insuccesso di fronte ad un ricorso in sede giudiziaria.
7. Il fornitore unico o privilegiato non potrà che essere identificato col criterio del ribasso. Il
prodotto erogato ovviamente conterrà la riduzione dell’ausilio al valore di gara e quindi di
livello inferiore agli standard finora erogati con buona pace della funzione di prevenzione e
riabilitazione.
8. Benché di estremo valore per l’urologia e le stomie, per gli ausili tecnici la distribuzione non
ha nessun rilievo significativo: l’ausilio urologico è una fornitura periodica vita natural
durante; quello tecnico è di norma ogni 4-5 anni. In questo caso, la persona utente è
interessata ad un sostegno adeguato e confacente alla propria menomazione in relazione
alle capacità e performance (si veda a tal proposito la Classificazione internazionale del
funzionamento, della disabilità e della salute – ICF – OMS). Per ausili adeguati, in casi più
gravi, esiste il fenomeno dei “viaggi della speranza”, persone che si spostano di regione in
regione per trovare il prodotto più adeguato.
9. Provvedere prima al capitolato tecnico e successivamente all’equipe multidisciplinare di
valutazione e supporto alla prescrizione, equivale a sottostimare il valore dell’aspetto di
identificazione e prescrizione dell’ausilio, perpetrando la dinamica involuta e foriera di
malpractice in essere. Si dà sostanza al pregiudizio che si tratti di un mercato di prodotti,
piuttosto che l’adeguata risposta ad una menomazione che in interazione col contesto può
mettere in atto prevenzione di danni secondari e riabilitazione all’autonomia. In termini di
mercato, si consolida un sistema che privilegia l’offerta piuttosto che rafforzare la
domanda.
10. In letteratura il primo fattore di valutazione dell’outcome di un ausilio è la diminuzione del
minutaggio assistenziale. Solo più di recente si sono aggiunte scale che misurano
l’inclusività. In questa comunicazione, e conseguentemente negli atti successivi, non si
trova alcuna traccia di quanto la letteratura esprime. Alla compressione del bisogno
assistenziale e all’inclusione, è di gran lunga preferito il mero risparmio.
Eccezion fatta per la parte urologia e stomia di cui condividiamo le posizioni espresse dalla
Fincopp, riteniamo negativo e dannoso il documento in oggetto.

Apprendiamo non senza sorpresa che le gare in oggetto sono pubblicate o in via di pubblicazione.
È evidente che questi atti non ci vedranno spettatori inerti.
Roma, 19 dicembre 2020
Il presidente FISH Lazio
Daniele Stavolo

Alla c.a. Regione Lazio
Presidente Nicola Zingaretti
presidente@regione.lazio.it
Direzione Regionale Salute e
Integrazione Socio Sanitaria
Direttore dr. Renato Botti
rbotti@regione.lazio.it
VII Commissione – Sanità, politiche
Sociali, integrazione sociosanitaria,
Welfare
Presidente Giuseppe Simeone
g.simeone@regione.lazio.it
VIIcommissione-cons@regione.lazio.it
Direzione regionale salute e politiche
sociali REGIONE LAZIO
Dott.ssa Lorella Lombardozzi
lolombardozzi@regione.lazio.it
Direzione regionale centrale acquisti
Dott. Donato Cavallo
dcavallo@regione.lazio.it
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Roma, 21 dicembre 2020
LA REGIONE LAZIO FA SCEMPIO DELL’ASSISTENZA PROTESICA
con 2 Gare d’appalto : per “Cannule e cateteri” e
“Ausili tecnici standard per disabili”.
IL COMPARTO DELL’ORTOPROTESICA GRIDA IL PROPRIO
DISSENSO.
Alla luce di quanto pubblicato dalla Centrale Acquisti della Regione Lazio relativamente
alle 2 GARE di settore: “Gara a procedura aperta di Cannule e Cateteri e “Gara a
procedura aperta di Ausili Tecnici Standard”, il Comparto dell’Ortoprotesica è costretto a
gridare il più forte e totale dissenso nei confronti di tali iniziative, sia per le modalità che
per il merito.
Molte cose infatti ci sfuggono, nonostante la nostra buona volontà di capire:

 Non riusciamo a comprendere come sia possibile bandire 2 gare di grande
complessità per un valore di quasi CENTO milioni d’euro, che coinvolgono 1500
operatori del settore, più di 200 produttori e la quasi totalità delle persone con
disabilità della Regione Lazio, lasciando solo 18 giorni lavorativi per poter
rispondere. Ricordiamo solo che sono stati impiegati 3 anni per redigerle!!!
 Non riusciamo a comprendere come sia possibile che in un momento di profonda
crisi economica, nel nostro settore meno 30% del fatturato, possano essere
bandite gare che tolgono risorse economiche e occupazionali alle aziende del
Lazio per dirottarle in altre parti.
 Non riusciamo a comprendere come sia possibile pubblicare due bandi di settore,
in cui si parla di presidi ortoprotesici, di servizi associati, di quote remunerative
per la distribuzione, senza prima averne parlato con gli attori del sistema.
 Non riusciamo a comprendere soprattutto quale sia il servizio di erogazione e di
assistenza protesica inteso nei bandi. Come sia possibile pensare di caricare sulle
strutture territoriali delle ASL un lavoro che va dall’accoglienza dei pazienti, alla
verifica delle necessità, all’individuazione dell’ausilio, al flusso documentale e
amministrativo in un Sistema Sanitario Regionale privo di personale e delle
capacità tecniche necessarie. Rivendichiamo con orgoglio il ruolo di supporto alle
ASL e ai disabili che le nostre officine ortopediche hanno svolto in questo
difficilissimo anno e che, facendo da tramite tra gli utenti e gli uffici protesici,
hanno aiutato a limitare i rischi di contagio, senza mai interrompere i servizi
forniti. Portiamo a riconoscimento di questo lavoro il protocollo siglato dalle nostre
associazioni con la ASL ROMA 2, la più grande d’Italia, per l’ottimizzazione delle
procedure amministrative e la limitazione degli spostamenti dei pazienti verso i loro
uffici.
 Non riusciamo a comprendere come sia possibile che nella riunione tenutasi a
settembre scorso con i funzionare addetti, ci si lasci dandosi appuntamento per un
incontro sulle specifiche tematiche prima di nuovi bandi e poi escano due gare di
tale portata senza alcun contraddittorio.
Crediamo invece di aver ben compreso come le modalità d’indizione di queste gare siano
il frutto malato di una visione burocratica e distorta della collocazione sociale delle
persone (disabili e non, visti sempre più come oggetti e non soggetti), del disinteresse e
del non sapere:
1°) Non sapere infatti che “ erogare” non è solo fornire o adattare o costruire un
ausilio, ma anche garantire tutta l’assistenza necessaria affinché le persone
possano individuare il dispositivo “personale” più rispondente alle proprie esigenze
e trarne il maggior beneficio possibile. Tutto questo in un percorso ideale protratto
nel tempo: perché le condizioni morfologiche possono mutare e anche la modifica
del dispositivo che sembra più banale, richiede lo studio di nuove soluzioni.
2°) Non sapere il perché le persone necessitino di un determinato ausilio; perché un
dispositivo non ne valga un altro per quanto similare; perché se esistono tante
marche, tanti modelli e molteplicità di accessori e aggiustamenti è solo perché i

problemi tecnici e clinici da affrontare sono innumerevoli e mai identici tra loro
come ogni disabilità è diversa da un’altra.
3°) Non voler sapere che la professionalità, l’esperienza, la tecnologia e il denaro
messo a disposizione per supportare una disabilità (o la salute in genere), non
sono una spesa ma un investimento sociale sulla qualità della vita di tutti.
4°) Non voler sapere, e questo è l’aspetto peggiore, che le tematiche affrontate con
gli argomenti delle gare indette si rivolgono e impattano su persone reali, siano
essi disabili od operatori, che hanno un nome e un cognome, delle famiglie, delle
vite che potrebbero essere rese migliori. Non sono “parassiti” che consumano
risorse ma cittadini a pieno titolo, che molto possono dare e a cui va riconosciuto
il diritto di operare e vivere degnamente.
Abbiamo volutamente tralasciato gli aspetti di merito di quanto in oggetto, perché troppo
tecnici e quindi bisognosi di un ampio e attento approfondimento. Per quanto detto,
come operatori del comparto, professionisti sanitari, come persone e come cittadini
contesteremo, impugneremo e manifesteremo con tutte le nostre forze contro le iniziative
di gara da voi intraprese.
Distinti saluti,
Per Assortopedia
Michele Clementi
Per Federlazio
Alessandro Cerro
Per FIOTO LAZIO
Marco Laineri Milazzo

(lettori 18 in totale)

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