DIRITTI. PARLAMENTO UE: MISURE ANTI-COVID NON SIANO ABUSO POTERE.

L’INVITO AI GOVERNI AD APPLICARE LE RESTRIZIONI CON CAUTELA (DIRE) Roma, 14 nov. – Porre fine allo “stato di emergenza” o definire chiaramente la delega dei poteri ai loro esecutivi, garantire un efficace controllo parlamentare e giudiziario, e astenersi dall’utilizzare il divieto di manifestazione per adottare misure controverse. Queste le richieste che il Parlamento europeo ha rivolto ai governi degli Stati membri, in una risoluzione che fa il punto sullo stato dei valori democratici europei nel contesto delle misure nazionali adottate per affrontare la pandemia Covid-19. Come si legge in una nota, la risoluzione non legislativa e’ stata approvata con 496 voti favorevoli, 138 contrari e 49 astensioni. Durante il dibattito di ieri con il Commissario per la Giustizia, Didier Reynders, quasi tutti i deputati intervenuti hanno espresso preoccupazione per i diritti dei cittadini e dei gruppi vulnerabili in diversi paesi Ue in cui sono state adottate delle misure di emergenza. Nel testo, il Parlamento europeo sottolinea che le misure di emergenza rappresentano un “rischio di abuso di potere” e che sono soggette “a tre condizioni generali, ovvero la necessita’, la proporzionalita’ in senso stretto e la temporaneita’” quando hanno effetti sullo Stato di diritto, sulla democrazia e sul rispetto dei diritti fondamentali. I governi nazionali sono invitati “a non abusare dei poteri di emergenza per approvare norme non legate agli obiettivi dell’emergenza sanitaria di Covid-19”.

Gli eurodeputati hanno inoltre chiesto ai Paesi membri di astenersi dall’adottare misure che incidono profondamente sui diritti fondamentali, ad esempio sulla salute e sui diritti sessuali e riproduttivi (come il divieto di fatto all’aborto in alcuni Paesi Ue), mentre le preoccupazioni per la salute pubblica non consentono un dibattito democratico e un diritto alla protesta sicuro. Si domanda inoltre di sostenere il diritto di elezioni libere ed eque, soprattutto in relazione alle modifiche della legge elettorale, nonche’ di garantire pari diritti ai partiti che competono per il sostegno degli elettori in materia di campagna elettorale e prendere in considerazioni forme alternative di voto. Secondo i parlamentari europei, bisogna poi dare prova della massima moderazione al momento di valutare la possibilita’ di imporre nuove restrizioni alla liberta’ di circolare e rispettare il diritto alla vita familiare, in particolare delle famiglie che vivono e lavorano in diversi Stati membri. Fondamentale anche garantire il diritto all’istruzione e l’effettivo accesso all’educazione a tutti gli studenti, nonche’ garantire pienamente l’accesso alle procedure di asilo nonostante la pandemia ed evacuare immediatamente i campi nelle isole greche e trasferire i richiedenti asilo in altri paesi dell’Ue. Infina, gli Stati sono invitati a trovare soluzioni per garantire i diritti degli imputati, valutando la possibilita’ di udienze online o il trasferimento in altri Stati membri dell’Ue e di tutelare i diritti e la salute di tutte le persone in carcere. Il Parlamento europeo – si legge in conclusione – ha accolto con favore il fatto che una prima valutazione delle misure adottate dai Paesi Ue in materia di Covid-19 sia inclusa nella prima relazione annuale sullo Stato di diritto e invita la Commissione a richiedere con urgenza una valutazione indipendente e globale delle misure della “prima ondata” della pandemia, e a intraprendere azioni legali ove necessario, per salvaguardare i valori fondamentali dell’Ue.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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