EX ILVA. BONELLI: MITE CHIEDE MODIFICA DANNO SANITARIO PER AUMENTO PRODUZIONE.

MENTRE FONDI BONIFICHE VENGONO SCIPPATI, ESPOSTO IN PROCURA (DIRE) Roma, 2 gen. – “E’ un golpe contro la salute quello in corso a Taranto, il ministero della Transizione ecologica ha chiesto, in data 23 dicembre 2021, al ministero della Salute su sollecitazione di Acciaierie d’Italia di ricalcolare i valori epidemiologici che hanno portato alla valutazione del danno sanitario con rischio cancerogeno elevato. Acciaierie d’Italia ha chiesto al MiTE di poter produrre di più e a condizioni meno restrittive dal piano ambientale e per questo chiede la revisione della valutazione del danno sanitario e prontamente il MiTE sollecita il ministero della Salute ad esprimersi sull’eliminazione dalla VDS del rischio cancerogeno legato all’attività produttiva dell’acciaieria”. Lo denuncia il co-portavoce nazionale di Europa Verde Angelo Bonelli. “C’è’ un altro regalo di buon anno del ministro Cingolani a Taranto contenuto nel dl milleproroghe all’art.21, ed è lo scippo che trasferisce le risorse, sequestrate ai Riva dal tribunale di Milano, dalle bonifiche alle attività produttive, un favore ad Arcelor Mittal e Acciaierie d’Italia di Bernabè che trarranno vantaggi economici da questa norma”, prosegue Bonelli, “la rimanenza delle somme sequestrate ai Riva nel trust dell’isola del Jersey, che inizialmente erano di 1,3 miliardi di euro, potranno essere utilizzate per circa 640 milioni di euro dalle società controllate da Ilva in amministrazione straordinaria per realizzare interventi sugli impianti ex Ilva e non per la bonifica delle falde e dei terreni contaminati dalle diossine e da metalli pesanti”.

“Acciaierie d’Italia, società composta dallo Stato più Arcelor Mittal- continua il co-portavoce nazionale di Europa Verde Angelo Bonelli- in questo modo beneficerà d’interventi economici che invece di essere a suo carico saranno realizzati con soldi pubblici che dovevano essere utilizzati per bonificare la città d’Italia più avvelenata dalla diossina e altre sostanze tossiche: le falde superficiali e profonde non sono state messe in sicurezza e bonificate, i terreni agricoli sono ancora contaminati, le collinette nel quartiere Tamburi o la gestione di quasi 500 mila tonnellate di fanghi tossici degli altiforni non è stata risolta”. Il ministro della Transizone ecologica Roberto Cingolani, afferma Bonelli, “dopo essere intervenuto alcuni mesi fa contro l’ordinanza dell’ex sindaco di Taranto che ordinava lo spegnimento degli altiforni a causa dell’inquinamento, e che nella memoria dell’avvocatura dello stato il suo ministero si dilettava a sostenere che non era provata la correlazione tra inquinamento e mortalità nonostante la sentenza del processo ambiente svenduto affermasse il contrario, oggi leva i fondi destinati alle bonifiche per darli all’impianto produttivo ex Ilva gestito anche dalla multinazionale dell’acciaio Arcelor Mittal”. Tutto ciò “e’vergognoso e inaccettabile e richiede la massima mobilitazione da parte di chi ha a cuore la tutela della salute della popolazione, ancora una volta l’immoralità di una certa politica si palesa con tutta la sua indifferenza di fronte al dramma della salute di Taranto, per queste ragioni consegneremo tutto la documentazione di richiesta revisione della valutazione del danno sanitario tra Acciaierie d’Italia e MiTE alla procura della Repubblica di Taranto nonché alla Corte di Giustizia perché a Roma qualcuno ha dimenticato che l’Italia è stata recentemente condannata dal tribunale dell’Aia per l’inquinamento provocato dall’Ilva a Taranto”, conclude Bonelli.

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