COVID. LAZIO, CGIL: ALLENTARE ORA CI PORTEREBBE SUBITO A TERZA ONDATA.

(DIRE) Roma, 28 nov. – “La seconda ondata dell’epidemia da Coronavirus non e’ certo in fase decrescente: ribadiamo che per la Regione Lazio come nel resto d’Italia sia necessario mantenere e rinforzare le misure di contenimento, per evitare di vanificare gli sforzi finora fatti e passare in poche settimane dalla seconda alla terza ondata, con una pressione insostenibile per il Ssr e per gli operatori”. Cosi’, in una nota, Cgil, Fp Cgil e Spi Cgil di Roma e Lazio. “I dati della pandemia nel Lazio parlano chiaro- continua la nota- 87303 attualmente positivi, 3408 ricoverati con sintomi, 352 in terapia intensiva. Nell’ultima settimana si e’ registrato un aumento del 10% sia dei ricoveri che degli isolamenti domiciliari. L’indice che misura la trasmissibilità del virus resta sotto l’1% (0,8), ma la stabilizzazione della curva non vuol dire la sua inversione: se l’andamento giornaliero dei contagi e’ un indicatore importante per valutare l’impatto in tempo reale, il sistema sanitario e’ sempre piu’ sotto pressione e serve una pianificazione complessiva che guardi sia al potenziamento della rete come al mantenimento delle misure di contenimento per i cittadini, al fine di evitare che il sistema collassi”.

“Rispetto alla prima fase- spiegano i sindacati- dove i numeri complessivi non erano paragonabili agli attuali (basti ricordare che ad aprile i positivi rilevati nella regione erano 4500), ci sono voluti 2 mesi per riportare la curva a valori sotto controllo: solo a giugno, a 60 giorni dalla fine del lockdown, ricoveri e casi complessivi erano consistentemente diminuiti. Come ribadito oggi dalle rappresentanze sindacali della dirigenza medica a livello nazionale, e’ assolutamente controproducente pensare oggi di allentare le misure di contenimento nel periodo natalizio. Devono essere trovate soluzioni, contingentamenti e anche ulteriori limitazioni, che consentano si’ le frequentazioni personali, come l’accesso a beni e servizi, ma prevenendo qualsiasi occasione di contagio e assembramento. Non potra’ essere un Natale ‘normale’: lo pagheremmo sicuramente con valori nuovamente fuori controllo e troppo elevati perche’ siano poi garantite le cure e gestiti gli effetti. Considerando l’atteso picco dell’influenza stagionale nei primi mesi del prossimo anno. E bisogna andare avanti col potenziamento del personale e dei servizi, in una strategia integrata, dall’effettuazione dei tamponi al coordinamento dei servizi territoriali: tra gli operatori sanitari, sottoposti ad elevatissimi carichi di stress, alle carenze di organico si aggiungono le assenze per contagi”. “Questo vuol dire straordinari- aggiungono- doppi turni, aggravio di carichi e impossibilita’ di pause. Gli operatori sono anche piu’ stanchi, dopo mesi di elevatissima pressione. La progressiva immissione di personale non e’ ancora sufficiente per arrivare alla soglia ‘critica’ sempre indicata: mancano ancora almeno 3000 assunzioni, e a tempo indeterminato”.

E ancora precisano le sigle sindacali di Roma e del Lazio, “cosi’ come sulla sicurezza non si puo’ abbassare la guardia: nonostante gli sforzi fatti e la previsione di Rsa pubbliche, cosi’ come l’estensione della sorveglianza sanitaria periodica anche agli operatori dei servizi socio sanitari e socio assistenziali, le strutture residenziali sono ancora troppo spesso luogo di focolai, colpendo ancora proprio la fascia di popolazione piu’ a rischio. Potenziare l’intera rete dei servizi, inclusa l’emergenza, trasformare le USCAR integrandole nei distretti ed aumentando il personale dedicato, significa andare verso una sanita’ davvero integrata, assistere meglio i pazienti in isolamento, garantire i servizi domiciliari e di prossimita’, specie ai piu’ fragili, alleggerire gli accessi ai pronto soccorso. L’attenzione va tenuta alta: le rinunce che tutti noi facciamo oggi sono necessarie a ritornare quanto prima alla normalita’, cosi’ come gli investimenti straordinari che chiediamo in questi mesi non sono solamente finalizzati all’emergenza, ma a restituire ai cittadini del Lazio un sistema sanitario piu’ esteso ed efficace nel tempo”, concludono la Cgil e le federazioni dei servizi pubblici e dei pensionati.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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