Federica Pellegrini saluta i Giochi con un settimo posto: “Sono felice, momento giusto per smettere”.

di Erika Primavera

“Non mi andava di chiudere la mia carriera solo perché avevano rinviato di un anno” i Giochi, dice Pellegrini.

TOKYO – Si conclude con un settimo l’ultima avventura olimpica di Federica Pellegrini. La Divina, 32 anni, entrata nella storia per essere l’unica nuotatrice ad aver mai centrato cinque finali olimpiche consecutive nella stessa distanza, aveva infatti annunciato da tempo che quella di Tokyo 2020 sarebbe stata la sua ultima olimpiade.

Sono proprio contenta, è la finale più serena che abbia mai vissuto. Sono contenta del percorso e del viaggio che abbiamo fatto negli ultimi anni e di come abbiamo impostato il lavoro”, dice la Pellegrini al termine della gara vinta dall’australiana Ariarne Titmus.”Forse mi scenderà una lacrimuccia quando vedrò i 200 stile”, ha aggiunto.

“Sono molto contenta della decisione presa in questi giorni definitivamente, penso sia il momento giusto e anche il modo giusto perché più importante di una finale olimpica non c’è nulla. Ora sono in pace”, prosegue Pellegrini commentando il suo addio alle gare, che avverrà dopo la partecipazione alla Isl.

“Non ho mai pensato di chiedere troppo al mio fisico, onestamente ho sempre accettato i cambiamenti che la mia vita mi ha messo di fronte, cercando una reazione immediata. Sapevo che il posticipo dei Giochi avrebbe cambiato un po’ le carte in regola ma è stato così per tutti e non solo per me. Sono molto contenta”, ha aggiunto. E ora il nuoto? “In qualche modo rimarrò aggrappata a questo sport, è stato tutto molto bello, non si vedeva ma anche mentre nuotavo avevo il sorriso“.

Non mi andava di chiudere la mia carriera solo perché avevano rinviato di un anno” i Giochi. “Ci abbiamo provato e devo dire che il mio staff è stato meraviglioso, perché come ho reagito io hanno reagito loro. Abbiamo fatto tutto il possibile davvero, io sono molto serena e questo è importante per un atleta perché aver fato tutto il possibile ci rende più sereni in gara e dopo”.

“Se non ci fosse stato Matteo (Giunta, ndr) probabilmente avrei smesso qualche anno fa: è un grandissimo allenatore e un compagno di vita speciale e spero lo sarà anche in futuro. La priorità era tenere l’immagine dell’allenatore e dell’atleta separati e siamo stati molto bravi in questo. È stata una persona fondamentale, una delle più importanti in questo percorso sia umano che sportivo”.

Adesso ho tantissime belle cose da fare. Primo tornare a casa, che mi stanno aspettando tutti. Poi festeggiare il mio compleanno (il 5 agosto, ndr), perché 33 anni sono importanti, poi mi dovrò far votare dagli atleti per il Cio, farò volantinaggio in sala mensa. Quindi a settembre la Isl, il docufilm, il libro, le nuove registrazioni di Italia’s Got Talent”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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