CORONAVIRUS. ANAAO: IN QUESTI MESI DILAPIDATO VANTAGGIO CHE AVEVAMO.

(DIRE) Roma, 16 ott. – Costantino Troise, presidente nazionale di Anaao Assomed, e’ intervenuto ai microfoni della trasmissione ‘L’Italia s’e’ desta’, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus. Sull’organizzazione ospedaliera in Italia. “Il punto e’ che in questi 4 mesi non abbiamo fatto quello che dovevamo fare. E’ stato dilapidato il vantaggio che avevamo sul virus. Le regioni pretendono l’autonomia, ma non hanno la responsabilita’ della spesa. Non sono stati adeguati gli organici, non sono stati fatti piani adeguati per il tracciamento, non abbiamo nemmeno deciso qual e’ lo strumento diagnostico migliore per fare lo screening. Anche i posti in terapia intensiva non sono stati adeguati come aveva disposto il governo. Le regioni non hanno provveduto ne’ all’adeguamento del personale medico ne’ del numero di terapie intensive. C’e’ da dire che il meccanismo adottato dal governo e’ farraginoso: io do i soldi, pero’ tu devi fare un piano, io il piano devo approvarlo. Classico metodo della burocrazia amministrativa. Bisogna evitare che le strutture ospedaliere esplodano. Oggi fortunatamente abbiamo una minore mortalita’ e una minore pressione sulle terapie intensive. Pero’ piu’ aumenta il numero di contagi, piu’ aumentera’ il numero dei ricoverati e delle presenze in terapie intensiva. Il problema e’ anche che ricomincia a contagiarsi il personale ospedaliero, se questo accadra’ ci troveremo senza medici e infermieri perche’ non c’e’ ricambio. Dobbiamo evitare che il personale medico si trasformi da curante ad untore”.

Secondo Troise “l’insegnamento della Sars e’ stato: isolare i contagiati e tutelare il personale sanitario. Le regioni devono mettere in campo rapidamente un piano straordinario di assunzioni, attingendo dal bacino degli specializzandi. Non possiamo tenere migliaia di medici nelle scuole, quando abbiamo bisogno di personale sanitario negli ospedali. Noi spendiamo molto meno dei nostri vicini europei in spesa pubblica. Queste politiche ci hanno costretto ad affrontare lo stress test dell’epidemia in condizioni di estrema debolezza e non era pensabile colmare questo gap in pochi mesi. In 4 mesi pero’ potevamo quantomeno attrezzarci meglio dal punto di vista del personale. Un posto letto senza medico e infermiere e’ solo uno spazio, non e’ un posto letto vero e proprio. Esistono procedure accelerate per assumere personale ed esiste una platea di specializzandi da cui si puo’ attingere, io credo che siano piu’ che in grado di affrontare una situazione del genere perche’ non sono da soli. C’e’ l’occasione del Mes, quelle risorse sono facilmente accessibili e subito disponibili, andrebbero prese”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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