Carceri – ItaliaViva: “Sui braccialetti elettronici Governo reticente, sosteniamo lotta di Giachetti e Bernardini”.

“La risposta del Governo all’interpellanza urgente n. 2-01022 presentata da Italia Viva alla Camera, sull’affaire dei braccialetti elettronici, che il Governo e il commissario Arcuri avrebbero di fatto acquistato due volte, non fuga dubbi e lascia anzi presagire, come ben dice Roberto Giachetti, una realtà oscura e inquietante”. Lo dichiarano in una nota Raffaella Rojatti e Mirko Sotorino, rispettivamente responsabili Giustizia e Diritti Civili di Italia Viva della Provincia di Roma.

“La battaglia contro la diffusione del Covid nelle carceri e per i diritti della popolazione carceraria, unitamente a quelli degli operatori che vi lavorano, incarnata dall’esponente radicale Rita Bernardini è sostenuta in Parlamento da Roberto Giachetti e altri parlamentari di Italia Viva, fa emergere anomalie e approssimazioni nella gestione degli appalti. L’interpellanza chiedeva “Chiarimenti in ordine alla fornitura e disponibilità dei braccialetti elettronici e all’affidamento di un’ulteriore fornitura alla società Fastweb da parte del Commissario straordinario per l’emergenza COVID-19”, è stata fatta nella consapevolezza che il ricorso ai braccialetti elettronici, previsto dal decreto Cura Italia, rappresenta un indispensabile strumento per alleggerire la pressione sulla popolazione carceraria. In risposta ai nostri parlamentari – continua la nota – il Ministero degli Interni, rappresentato in aula dal viceministro Crimi, ha dovuto di fatto ammettere che a fronte degli oltre 30 mila braccialetti commissionati a Fastweb nel lontano 2017-18, solo poco più di 10.000 sono stati consegnati. Nessuna risposta invece è pervenuta sul motivo per cui, anziché pretendere da Fastweb l’adempimento degli obblighi contrattuali, il commissario Arcuri abbia deciso di commissariare, con trattativa diretta, la produzione di ulteriori 4 mila braccialetti.

Il Covid è un’emergenza inedita. Con rammarico notiamo che, anche sul fronte carcerario, viene gestita dal Governo e dal Commissario Arcuri, con approssimazione e disattenzione. Siamo a fianco dei nostri parlamentari in questa battaglia fondamentale, per i diritti di chi in carcere è detenuto o lavora”. Così concludono Raffaella Rojatti e Mirko Sotorino, rispettivamente responsabili Giustizia e Diritti Civili di Italia Viva della Provincia di Roma.

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