Roma. PCI Lazio allo sciopero del 5 novembre.

Partito Comunista Italiano Comitato Regionale Lazio

Roma/Frosinone. PCI Lazio con i lavoratori: aderisce e sostiene sciopero del 5 novembre

I metalmeccanici incrociano le braccia. Sciopero generale di 4 ore dei lavoratori del settore proclamato per il 5 novembre 2020 a sostegno del rinnovo del contratto delle tute blu per spingere Federmeccanica ad abbandonare l’atteggiamento contrario agli aumenti salariali. Inoltre, le azioni di lotta comprendono anche due ore da utilizzare “localmente” nei luoghi di lavoro, quindi in tutte le fabbriche, per il confronto di merito che i lavoratori possono fare circa le questioni della crisi economica e di quella pandemica. Tiziano Ziroli, responsabile Lavoro del PCI Lazio, unitamente al segretario regionale Oreste della Posta, anche sulla base delle considerazioni già svolte dal PCI nazionale ha dichiarato: riteniamo giusto il fatto che “finalmente” qualcosa si muove per la tutela del lavoro e della dignità dei lavoratori ,riteniamo anche noi che un aumento della retribuzione di soli 40 euro lordi siano una miseria e soprattutto riteniamo che la contrattazione nazionale sia l’unico mezzo per aver un giusto equilibrio tra lavoratori e aziende. Nella nostra regione conosciamo bene la situazione dei metalmeccanici, visto lo stabilimento della Fca di Piedi monete San Germano (FR). – per questo sottolineano i due esponenti comunisti – Quindi condividiamo lo sciopero di 6 ore indetto per il 5 novembre e ci auspichiamo anche noi che sia solo l’inizio di una lotta che porti risultati per tutti i lavoratori del settore. Inoltre vogliamo sottolineare la situazione attuale del dopo ordinanza del Presidente della Regione Zingaretti. Che si prendano tutte le dovute precauzione del caso ne siamo pienamente consapevoli e coscienti, ma chiediamo al presidente Zingaretti, nonché segretario nazionale del PD di attuare tutte le tutele possibili per tutti i lavoratori che lavorano in situazioni di “pericolo contagio”, vedi lavoratori sanitari, ma anche i lavoratori del commercio che ultimamente non nomina nessuno, ma che sono quotidianamente a contatto con la clientela e che non hanno nessuna tutela. – in particolare il PCI Lazio denuncia e chiede – Sappiamo che i tamponi sono a pagamento e riteniamo questa una cosa discriminatoria nei confronti di quelle persone che per motivi economici non possono permettersi di pagarlo. Chiediamo inoltre, vista la sua posizione nel governo di attuare tutte le dovute tutele nei confronti di quelle persone disoccupate, che lo erano già prima della pandemia e che lo sono e lo saranno ancora,vista la situazione di crisi che si perpetua attualmente, che vengano prese tutele vere e concrete nei loro confronti. – Infine Ziroli e Della Posta concludono – Ricordiamo anche alla Regione Lazio che ci sono lavoratori che hanno finito nel mese di luglio gli ammortizzatori sociali e ad oggi ancora non sanno se verranno rinnovati. Il momento é molto delicato e solamente la chiarezza e la coerenza potrebbe alleviare la sensazione di drammatico abbandono che tali lavoratori stanno provando.

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