Possibile Anagni, SI Anagni.

 

Questa è la domanda che ci poniamo: è possibile amministrare con senso di responsabilità ad Anagni?

Ci sembra di no. C’è molta furbizia. C’è molto opportunismo di comodo e personale, utile solo a chi lo pratica. Di responsabilità neanche l’ombra.

I recenti fatti ne danno conferma e parlano da sé.

La mattina del 15 ottobre scorso si è riunita la commissione ambiente per stabilire l’ammissibilità della proposta di delibera popolare avanzata dal Movimento NO Biodigestore Anagni. Sono state raccolte circa 600 firme per poter richiedere lo svolgersi di un consiglio comunale su questo scottante tema anche se, è bene ricordare, ne sarebbero bastate 5 dei consiglieri per portare la discussione in pubblica assise.

Ebbene, dopo aver scomodato i cittadini, quella mattina, si è rischiato di non raggiungere il numero legale affinché l’iter della proposta andasse avanti: assenti tutti i consiglieri di minoranza nonostante data e ora della seduta di commissione fossero state concordate tra le parti anzitempo. Ma quei consiglieri non sono gli stessi che da settimane gridano ai quattro venti la loro contrarietà al progetto? Di fatto la proposta di delibera è passata all’unanimità per la presenza della sola maggioranza: paradossalmente, proprio coloro che fino a qualche giorno fa erano convinti sostenitori del progetto, del quale il Sindaco in persona si era fatto garante attraverso il suo personale assenso in Conferenza dei servizi, e che avevano tenuto fuori la cittadinanza dalla discussione riguardo le scelte sulla tematica del Biodigestore, hanno permesso che l’iter della proposta di delibera non venisse bloccato.

Un ripensamento dovuto a questioni di opportunità e dettato dalla necessità di sanare l’abissale differenza politicamente insostenibile di opinione e di visione tra cittadini e Amministrazione? E ora cosa succederà?

Dando per scontato il parere contrario da parte di tutti, il consiglio si farà. Però vogliamo sapere da qui in poi quali azioni l’Amministrazione pensa di mettere in campo concretamente per contrastare questo progetto.

E soprattutto, cambierà l’idea che l’Amministrazione Natalia ha della nostra città?

Ci auguriamo che la maggioranza inizi a prendere delle decisioni concrete per il futuro della nostra città e che i consiglieri di minoranza difendano le istanze dei cittadini nell’assise deputata, qualora il percorso non procedesse in tal senso. Ci aspettiamo di vedere il Green di cui spesso e volentieri il nostro Sindaco ha parlato e auspichiamo che questo Green passi, in primis, per il verde pubblico invece che per la monnezza “per i privati”.

La cosa certa è che quanto successo in questi mesi pone l’attenzione su una questione che è chiaro sia da sempre inascoltata : una visione sostenibile di città.

Ad Anagni, considerata ormai solo come luogo per la speculazione imprenditoriale privata, manca una progettazione a favore dei cittadini e del bene comune.

Una città sostenibile è una città in cui la politica si impegna ad interrompere il consumo di suolo, a mettere in sicurezza il territorio e il patrimonio edilizio pubblico e privato, che pensa alla riqualificazione energetica di tali strutture (sedi istituzionali, scuole, biblioteche, musei, impianti sportivi), al recupero di aree dismesse, edifici e luoghi abbandonati. Una città sostenibile è una città con almeno un grande parco urbano a disposizione di tutta la cittadinanza. Una città sostenibile è una città a misura d’uomo e sarà possibile averla solo se chi ci amministra ha in mente questa visione e se è guidato da un grande senso di responsabilità.

POSSIBILE ANAGNI

SINISTRA ITALIANA ANAGNI

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