ZUCCHERO. 100% ITALIANO E BIO, SI PARTE: IN ‘TAVOLA’ NEL 2019.

DAL SANA ALLEANZA COPROB-FEDERBIO; “C’È FORTE RICHIESTA MERCATO”.
(DIRE) Bologna, 11 set. – CoproB (Cooperativa produttori bieticoli, unico produttore italiano di zucchero presente sul mercato con la marca Italia Zuccheri), e FederBio servizi hanno siglato oggi al Sana di Bologna il contratto che portera’, nel 2019, ad avere il primo zucchero biologico 100% italiano. “Il progetto nasce dalla sfida lanciata da CoproB nel 2017 con la coltivazione biologica di alcuni ettari- spiega Claudio Gallerani, presidente di CoproB- e gli ottimi risultati ottenuti l’anno scorso hanno portato la cooperativa ad ampliare la sperimentazione nel 2018 su 130 ettari coltivati da 31 aziende agricole e anche quest’anno i risultati sono stati piu’ che positivi”. Il Made in Italy e il biologico sono elementi che “valorizzano i prodotti rispetto ai consumatori”, prosegue Paolo Carnemolla, presidente di FederBio Servizi sottolineando in particolare che “la domanda commerciale di zucchero biologico e’ molto forte, con i principali player italiani dell’agroindustria che sono interessati ad acquistare un prodotto che ancora non esiste sul mercato”. A fronte di questa domanda, CoproB e Federbio Servizi hanno creato il progetto “Agricoltura biologica per la barbabietola”, unendo le forze per creare la prima filiera italiana di Zucchero Biologico, “tracciata, garantita e di qualita'”.

CoproB mettera’ a disposizione l’esperienza nella gestione della barbabietola fino alla trasformazione, Federbio Servizi fara’ altrettanto con l’assistenza tecnica biologica, il supporto commerciale agli agricoltori e il percorso di crescita nel settore Biologico. Il progetto di coltivazione biologica della barbabietola da zucchero vuole inserire l’azienda agricola all’interno di un approccio cosiddetto di “multi-filiera” in sono “contrattualizzate tutte le produzioni inserite all’interno di idonee rotazioni, in modo da poter dare la possibilita’ all’azienda agricola biologica di assicurare la vendita di tutte le colture in rotazione. Le aziende agricole potranno scegliere se contrattualizzare le coltivazioni in rotazione con i diversi capofiliera che vorranno partecipare al progetto”, spiegano CoproB e Federbio.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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