Virgilio Panici, Forza Italia: CHE FARE?

Forza Italia: CHE FARE? La crisi del “Governo del Cambiamento” iniziata dal vero e proprio “tradimento” di Giuseppe Conte e il disastroso risultato elettorale del M5S alle elezioni europee hanno di fatto innescato la “politica dei no”, culminata con la presentazione, da parte del M5S, della mozione Caporetto sulla tav che ha costretto Matteo Salvini, suo malgrado a fermare la deriva “collaborazionista” cui volevano ridurre il governo e a “staccarne la spina”. La conseguente ed ancora attuale “crisi di governo” ha ridato fiato e centralità a Forza Italia, altrimenti costretta alla estrema periferia del sistema politico italiano da una maldestra e disastrosa gestione verticistica del partito, relegato, dalla esiguità del consenso elettorale, alla estrema periferia del sistema polito italiano. Proprio questa “precarietà del consenso” ha favorito la diserzione dei tanti “poltronari” che da parassiti vivacchiavano all’ombra di Silvio Berlusconi. In Ciociaria questo “esodo” in se positivo ha lasciato però il partito in mano alla anch’essa disastrosa gestione verticistica, quasi clientelare, di Mario Abruzzese e del suo “clan” che ha avuto come conseguenza principale l’abbandono della militanza da parte di tanti iscritti e, peggio, la emarginazione di numerosi dirigenti e amministratori che non volevano sottostare ai diktat dello pseudoduecetto di Cassino. Le clamorose “batoste” che “causa del suo mal” Mario Abruzzese ha subito, prima alle elezioni nazionali dell’anno scorso, poi a quelle comunali di Cassino, hanno contribuito a far “aprire gli occhi” sulla situazione ciociara di Forza Italia, al coordinatore regionale on. Claudio Fazzone., che con un “provvido colpo d’ala” ha concordato il rientro di Gianluca Quadrini in Forza Italia con la nomina a vice coordinatore regionale e “plenipotenziario” del partito in provincia. Nel frattempo a livello nazionale la posizione critica di Giovanni Toti si è concretizzata nella scissione di “Cambiamo” cui dalla Ciociaria si è prodotta la “naturale” adesione della corrente dell’opportunismo clientelare, facente capo, neanche a dirlo, a Mario Abruzzese. “Non tutte le disgrazie vengono per nuocere” è il caso di dire. Infatti questa “autodepurazione dagli elementi dell’affarismo clientelare che hanno affossato e ridotto al “lumicino” Forza Italia “é un bene e non un male”. E’ un bene perché richiama Gianluca Quadrini ai doveri di una “ricostruzione dal basso” del partito: partendo da una opportuna AUTOCRITICA deve necessariamente mettere mano a una profonda RIORGANIZZAZIONE partendo dai tanti amministratori, militanti e iscritti che, nonostante tutto, sono rimasti fedeli a Forza Italia. Se non si parte da questo “tutto il resto è noia” e mai si potrà iniziare a elaborare le idee che portino a progettare un “NUOVO SOGNO AZZURRO” che, reinterpretando i nostri riferimenti liberali, cattolici e socialisti, li sintetizzi in un nuovo progetto di società. All’interno di questo progetto non c’è posto per il “sovranismo” salviniamente inteso, bensì la rivendicazione di una indipendenza nazionale che sia parte integrante di una nuova Europa che abbia a fondamento sociale e politico le nostre RADICI CRISTIANE.

Ufficio stampa

Virginio Panici Ex responsabile provinciale dipartimento agricoltura di Forza Italia.

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