VIOLENZA DONNE. ACLI: GIOVEDI’ A ROMA CONVEGNO ORGANIZZATO DA COORDINAMENTO.

(DIRE) Roma, 26 nov. – ‘Ora che sappiamo. La violenza contro le donne riguarda tutti’ e’ il titolo del convegno organizzato dal Coordinamento Donne Acli, in collaborazione con l’Associazione Giuriste Italiane Sezione di Roma, che si terra’ il 28 novembre prossimo dalle ore 10.30 a Roma, presso il Monastero di Sant’Antonio in via Santa Sabina 64. All’evento parteciperanno, tra gli altri, la senatrice Valeria Valente, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, il presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini, la responsabile del Coordinamento Donne delle Acli, Agnese Ranghelli. La moderazione sara’ affidata alla giornalista Chiara Pazzaglia. “I dati sulla violenza fisica e sessuale contro le donne mettono a fuoco un lieve miglioramento nel numero di episodi registrati in Italia negli ultimi anni. Tuttavia, si evidenzia come essa sia cresciuta in intensita’ e come siano mutate le forme che puo’ assumere, al di la’ di quella classica. I numerosi casi di stalking, di violenza psicologica o economica, di molestie sul luogo di lavoro lo dimostrano, incoraggiando tutti a non abbassare la guardia su un fenomeno che e’ ancora molto diffuso nel nostro Paese”, ha affermato Agnese Ranghelli. “Il Coordinamento Donne Acli, che in questi anni ha contribuito ad accendere i riflettori su questo tema, intende mantenere alta l’attenzione sulla violenza di genere- ha continuato Ranghelli- questione prioritaria che espone le donne al rischio della propria incolumita’ e le pone in condizione di essere cittadine di serie B. Negli ultimi anni il Coordinamento Donne Acli ha promosso momenti di riflessione e iniziative specifiche di sensibilizzazione, varando progetti dedicati del Servizio Civile e partecipando a corsi di alta formazione. Per questo riteniamo sia giunto il momento di fare un bilancio per valutare il cammino compiuto e quanto resta da fare per interrompere la spirale di un problema che affonda le radici in una cultura di svalorizzazione dell’elemento femminile, indegna di un Paese civile”.

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