VICE COORDINATORE REGIONALE.

Forza Italia è una. Al suo interno esistono tante sensibilità: il confronto tra loro è il sale della democrazia. Si chiama dibattito democratico. Non è il dibattito democratico ad uccidere la politica bensì gli scontri tribali. Come quello al quale stiamo assistendo. Ed al quale non intendo partecipare, non intendo alimentare.

In questa fase il nostro avversario è all’esterno del Partito. È quella parte di centrodestra, reazionaria, antidemocratica, capace di prendere di mira il nostro vescovo di Frosinone. Noi siamo altro ed abbiamo il dovere di rivendicarlo.

Giocare allo scontro interno tra noi sarebbe solo un suicidio. Chi vuole dilettarsi in questo lo faccia. Io, il giorno in cui ho accettato l’offerta del coordinatore regionale Claudio Fazzone, di rientrare nel Partito, ho accettato una missione diversa: riportare a casa quanto più gente possibile e riallargare il Partito. Riformarlo compete al congresso. Al quale noi dobbiamo dare il nostro contributo.

Condivido molti dei concetti espressi dal coordinatore Ciccone, condivido meno i toni ed i contenuti di quanto sostenuto dal suo predecessore Ciacciarelli. Ma fa parte delle nostre diversità interne. Non è lui, non sono loro i nostri avversari. Gli avversari di Forza Italia sono altri. Lavoriamo insieme per tornare ad una grande Forza Italia

L’incarico di vicecoordinatore regionale del partito è rilevante ed impone senso di responsabilità. Per questo, dico che è necessario ragionare con la testa e non con la pancia.

Ufficio stampa

Gianluca Quadrini

Vice coordinatore regionale FI

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