Verso il Contratto di fiume per l’Aniene: la sezione locale di Italia Nostra tra i promotori.

Lo scorso 19 luglio nella sede della Comunità Montana dell’Aniene in comune di Agosta, presso Subiaco, gli enti e le organizzazioni che hanno aderito in via preliminare al manifesto d’intenti Verso il contratto di fiume per l’Aniene hanno sottoscritto il documento di adesione. Si conclude così la prima parte dell’iter che condurrà alla sottoscrizione del Contratto di Fiume nel bacino del Fiume Aniene, che sarà elaborato in concordanza con l’analogo contratto di fiume della media valle del Tevere ed altre simili iniziative nel bacino del Tevere.
I contratti di fiume si basano su direttive comunitarie degli anni 2000-2004, e sono accordi volontari tra soggetti pubblici e privati. Funzionano come strumenti di pianificazione negoziata, con il fine di perseguire la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali. I contratti di fiume si sono sviluppati in molti paesi europei, ed ora anche in Italia, e c’è da sperare che siano applicati anche ai fiumi nelle aree urbanizzate, che hanno assai di rado una ragionevole fruizione ambientale o turistica, e sono spesso usati solo come discarica.
La sezione Aniene e Monti Lucretili di Italia Nostra è stata tra i promotori dell’iniziativa del contratto per il fiume Aniene, che nasce all’interno del Parco regionale dei Monti Simbruini, e mantiene elevati valori ambientali e paesaggistici almeno fino alla grande cascata di Tivoli.
Italia Nostra è fortemente impegnata nella tutela del fiume Aniene dal 2002, quando sulla base di una presunta emergenza idrica l’Acea fu autorizzata a captare l’ultima sorgente rimasta libera, quella del Pertuso, sebbene la detta sorgente si trovi in un SIC (sito d’importanza comunitaria) della rete Natura 2000, creato per tutelarla. La battaglia
delle associazioni e delle comunità del fiume per il rispetto delle disposizioni di legge sul minimo deflusso vitale si è conclusa con un risultato incerto. Ancor oggi si registrano improvvise secche, dovute alle manovre non coordinate dei vari soggetti che agiscono sul fiume (Enel e Acea in primo luogo).
Il contratto di fiume, se ci sarà buona volontà da parte dei contraenti potrà eliminare questi inconvenienti e arrecare benefici alle popolazioni rivierasche, ai turisti e all’ambiente.

23 Luglio 2018

Ufficio Stampa Italia Nostra Lazio – 
ufficiostampalazio@italianostra.org– Graziarosa Villani 

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