Venezuela, sugli ‘aiuti’ è prova di forza sul ponte Bolivar.

Oggi sono previste due manifestazioni su entrambi i lati della frontiera per permettere agli aiuti umanitari arrivati da diversi Paesi di entrare in Venezuela.

CUCUTA (COLOMBIA) – Attesa per gli effetti del concerto organizzato ieri alla frontiera tra la Colombia e il Venezuela dal milionario Richard Branson, patron della Virgin, al quale hanno dato il loro contributo musicisti latinoamericani di primo piano. L’appuntamento, con decine di migliaia di spettatori, 500mila secondo gli organizzatori, ha avuto come sostenitore ideale il leader dell’opposizione Juan Guaido’ che il mese scorso si è proclamato presidente ad interim.

Oggi sono previste due manifestazioni su entrambi i lati della frontiera per permettere agli aiuti umanitari arrivati da diversi Paesi di entrare in Venezuela. Ieri la vicepresidente del governo del presidente Nicolas Maduro, Delcy Rodriguez, ha confermato che Caracas ha consegnato una lista per medicinali e alimenti alla Unione Europea per canalizzare via Nazioni Unite un pacchetto di aiuti umanitari “regolarmente acquistati” insieme ad altri provenienti dalla Russia.

Al confine, però, la tensione è alta. Il ministro della Difesa, Vladimir Padrino Lopez, ha detto di ritenere che la consegna di aiuti possa nascondere una invasione americana e ha messo in allerta l’esercito contro qualsiasi violazione territoriale.

Maduro ha ordinato la chiusura delle principali frontiere con il Brasile, dove oggi militari hanno aperto il fuoco e ucciso due attivisti che volevano far entrare aiuti umanitari. Ma e’ proprio al confine con la Colombia che oggi dovrebbe concentrarsi la prova di forza.

Sul versante venezuelano della frontiera Guaido’ ha convocato una manifestazione per fare pressione sulle Forze armate e far entrare gli aiuti. Suoi sostenitori dovrebbero premere dal lato colombiano. Sul ponte dove dovrebbero passare gli aiuti, il “Bolivar”, è stato creato un blocco con container posti di traverso, poi fatti saldare tra loro su ordine di Maduro. Le ipotesi sono tutte aperte. Oggi potrebbe essere un giorno decisivo per il Venezuela.

di Silvio Mellara

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