UNIVERSITÀ. MANFREDI: TOGLIAMO LE TASSE A CHI È IN DIFFICOLTÀ.

(DIRE) Roma, 2 giu. – “Un’esenzione fino a 20.000 di ISEE e uno sconto obbligatorio, una riduzione, tra 20.000 e 30.000 euro con una tassazione progressiva per le tasse di quest’anno. Un finanziamento alle singole universita’ per poter intervenire direttamente con delle misure piu’ locali che possono o ampliare queste soglie o praticamente indirizzarsi verso, per esempio, ragazzi che vengono da famiglie dei settori particolarmente svantaggiati, quindi quelli che hanno maggiormente risentito della crisi economica e che possono essere non intercettati dall’Isee tradizionale”. Cosi’ Gaetano Manfredi, Ministro dell’Universita’ e della Ricerca, in un’intervista rilasciata a Mariano Berriola, direttore del Corriere dell’Universita’ (www.corriereuniv.it) Sul tema della ricerca, ha aggiunto Manfredi, “stiamo valutando la possibilita’ di dare un incentivo per la chiamata di studenti e di docenti che vengono dall’estero anche eventualmente con un bonus legato a progetti di ricerca o a delle attivita’ complementari, stiamo valutando come fare perche’ uno degli obiettivi e’ proprio quello di favorire il rientro dall’estero”. Sul MES “sono della stessa idea del Presidente Conte, noi dobbiamo guardare a tutte le opportunita’ e scegliere le migliori per l’Italia perche’ e’ molto importante in questo momento andare a trovare le soluzioni che sono piu’ favorevoli sia da un punto di vista dei tempi di restituzione sia delle condizioni di restituzione. Partendo da quelli che sono ovviamente i contributi a fondo perduto perche’ il MES e’ un prestito mentre nel Recovery Fund una parte molto importante e’ a fondo perduto. Quindi noi dobbiamo scegliere il meglio e cosi’ verra’ fatto dall’esecutivo”.

Quanto al capitale umano e rimedi all’analfabetismo funzionale, secondo Manfredi “dare una risposta a questo problema e’ la vera sfida del Paese perche’ noi non solo abbiamo bisogno di rafforzare le nostre eccellenze ma anche di avere una qualita’ media alta perche’ abbiamo bisogno di una classe dirigente diffusa che sia presente in tutto il territorio e a tutti i livelli dell’attivita’ sociale. Quindi su questo noi pensiamo che sia molto importante migliorare il collegamento scuola universita’, migliorando le azioni di orientamento per fare in modo che le scelte degli studenti siano piu’ consapevoli e meglio orientate alle loro abilita’. Fare un rinnovamento con metodi didattici piu’ innovativi riducendo proprio la didattica dalla cattedra, cercando di fare una didattica piu’ interattiva per gli studenti che e’ uno strumento oggi molto importante per formare questi ragazzi, avere una dimensione piu’ internazionale delle nostre Universita’ perche’ la presenza di ragazzi che vengono dall’estero aiuta a migliorare anche la qualita’ della classe. Insomma l’interazione da parte degli studenti e poi fare anche un rinnovamento dei contenuti che guardano ad alcuni temi che oramai sono diventati fondamentali ad esempio i saperi digitali. Oggi chiunque operi in qualsiasi settore, non solo nei settori della tecnologia ma anche nei settori scienze umane e sociali ed in tutti i campi, deve avere delle competenze digitali perche’ questo rappresenta un po’ la sfida del futuro. Questi sono 3 assi su cui stiamo lavorando, su un piano di intervento sull’offerta didattica nazionale”.

Per quanto riguarda le critiche di Confindustria e l’offerta formativa, il ministro ritiene che “questa e’ la vera sfida, quella della rifondazione dell’offerta formativa dell’Universita’. Partendo pero’ da una considerazione cioe’ che noi da un lato dobbiamo mantenere un solido profilo formativo di base. Bisogna dire anche che il sistema delle imprese deve essere poi capace di valorizzare questi nuovi profili formativi cioe’ questo e’ un lavoro che deve essere fatto insieme perche’ da un lato l’universita’ deve seguire quello che e’ il cambiamento ma anche le aziende devono essere piu’ innovative perche’ altrimenti non saranno in grado di valorizzare queste nuove competenze”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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