UNIVERSITÀ. LAUREA IN SOLI 6 MESI? CODACONS CONTRO CORSI ON LINE GOOGLE.

ESPOSTO PER ‘PUBBLICITÀ INGANNEVOLE: È FORMAZIONE SENZA VALORE LEGALE’ (DIRE) Roma, 30 ago. Il Codacons interviene sul tema dei corsi brevi lanciati da Google e annunciati nei giorni scorsi anche dalla stampa italiana, attaccando “la confusione ingenerata nei giovani studenti, proprio in un momento in cui – causa Covid – le universita’ versano in una situazione di grave difficolta'”. E sul tema, il Codacons ha deciso di presentare un esposto “per pubblicita’ ingannevole e chiede a Google un incontro urgente”. “Parlare di ‘laurea’, come hanno fatto, tanto per citare alcuni giornali, Repubblica e il Corriere della Sera, rischia infatti di confondere e addirittura ingannare i potenziali interessati- spiega Codacons– la laurea, in Italia, ha infatti valore legale: si tratta, quindi, di un titolo di studio riconosciuto ai sensi della legge, ed e’ la legge a certificare tutta una serie di conoscenze e competenze sviluppate durante gli anni di studio. In questo caso, invece, non ci sono prerequisiti e, soprattutto, non c’e’ alcun valore legale: i candidati che ottengono la ‘certification’ di Google non possono certo, tanto per fare un esempio, partecipare a un concorso pubblico rivolto ai laureati. Di ‘laurea’ nel senso vero e proprio del termine, quindi, neanche l’ombra: quelli raccontati dai giornali sono ‘semplici’ corsi di formazione con attestato. L’emissione di certificati per quanti completino il breve ciclo didattico online (3-6 mesi di studio) non ha niente a che fare con le ‘lauree’ vere e proprie, e il fatto stesso di indicare una supposta ‘concorrenza’ con le Universita’ nostrane comporta il rischio di suggerire, nella mente dei ragazzi in procinto di scegliere il corso di studio prossimo venturo, l’idea che le due soluzioni siano di fatto equivalenti”.

Il Codacons continua: “Si tratta, purtroppo, di un problema diffuso: si pensi ai tanti ‘Master’ che Master non sono, ma – ancora una volta – semplici corsi di formazione, senza valore legale, validi solo a titolo ‘dimostrativo’ e soprattutto (quando lo sono davvero, e si tratta di evenienze rare) solo nel mercato privato. Anche in quei casi, si tratta di corsi pubblicizzati e spesso raccontati alla pari degli altri, ovvero quelli tenuti nelle Universita’, di 1° e 2° livello, che il nome ‘Master’ lo meritano davvero. Un malcostume diffuso e ormai largamente impunito: e non e’ difficile – se si guarda agli interessi di chi, quei corsi, li tiene e li organizza – capire a chi conviene una confusione del genere. Ma soprattutto a chi non conviene affatto: agli studenti e ai loro genitori, che spesso quei corsi finiscono per pagarli”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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