Un contributo del Gruppo di Lavoro “Aria Pulita” del Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute Valle del Sacco e Bassa Valle del Liri sull’inquinamento.

Frosinone, 23/01/2020

Un contributo del Gruppo di Lavoro “Aria Pulita” del Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute Valle del Sacco e Bassa Valle del Liri

(da condividere tra tutti i comuni che registrano valori di Polveri Sottili oltre i livelli consentiti)

Il peggioramento della qualità dell’aria dell’ultimo periodo, favorita anche da condizioni meteorologiche miti, ci inducono a dare un contributo, per risolvere in maniera definitiva e strutturale l’ormai annoso e persistente problema dell’elevata presenza di PM (polveri sottili) nell’aria, che i cittadini di Frosinone e di tutta la provincia respirano tutti i giorni. Il GdL “Aria pulita” chiede alle Amministrazioni tutte, di valutare, discutere e possibilmente attuare, i seguenti punti/proposte:

1) predisporre il censimento degli impianti di riscaldamento, per tipologia: metano, termo-stufe a biomasse, camini, ecc., presenti in abitazioni, ristoranti, forni, pizzerie, ecc. e dei luoghi pubblici (scuole, uffici, ecc.). Per eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica rendere operativa l’ordinanza 437/2019 del Comune di Frosinone di divieto dell’uso di camini aperti e chiusi, stufe a legna, pellet e biomassa in generale, nei casi in cui si disponga di sistema di riscaldamento a gas; controllare la temperatura effettiva nei luoghi di lavoro pubblici, così come previsto dalle apposite ordinanze, al fine di ridurre le emissioni inquinanti dovute ai riscaldamenti;

2) reperire gli incentivi necessari per l’acquisto di filtri da installare sulle canne fumarie di forni, stufe e camini, non erogando più quelli per l’acquisto di stufe a pellet nelle aree ad elevata presenza di PM10 (località sotto i 300 m s.l.m.);

3) implementare un servizio di lavaggio delle strade, in particolar modo nel periodo invernale (periodo in cui si registra il maggior numero di sforamenti delle concentrazioni di sostanze pericolose nell’aria), con assenza di precipitazioni;

4) dotare ogni edificio scolastico di adeguato dispositivo APA (Air Pollution Abatement), da utilizzare all’occorrenza;

5) sensibilizzare le nuove generazioni, in accordo con i dirigenti scolastici, invitando gli alunni a portare ed adottare una pianta nella propria scuola;

6) rendere pubblica, su un sito istituzionale, le documentazioni previste riguardo le sostanze immesse nell’aria dalle industrie della Valle del Sacco.

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