Uiltec: la fotografia delle aziende frusinati. Piscitelli: la Regione intervenga per la CIGO.

UILTEC: FOTOGRAFIA DELLE AZIENDE DELLA PROVINCIA DI FROSINONE

PISCITELLI: “CHIEDIAMO ALLA REGIONE DI INTERVENIRE PER VELOCIZZARE L’ITER PER LA CASSA INTEGRAZIONE

Il Segretario territoriale della Uiltec Frosinone Mauro Piscitelli scatta la fotografia dei comparti produttivi ciociari all’indomani dei vari decreti emessi dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Attualmente, nel settore Farmaceutico, che comprende 13 aziende, si lavora in 11 (2870 addetti attivi), mentre 2 (con 125 dipendenti) hanno scelto di ricorrere alla Cigo. Nella Gomma-plastica sono 14 su 17 le aziende che hanno fatto ricorso all’ammortizzatore sociale (1205 dipendenti) mentre 3 sono ancora attive con 367 operatori. Nel tessile, che annovera 6 aziende, ce ne sono 4 operative (con 392 lavoratori) e 2 in Cigo (67 dipendenti). Nella ceramica e piastrelle le 2 aziende presenti hanno sospeso la produzione e fatto ricorso all’ammortizzatore sociale per tutti i 381 dipendenti, così come l’unico stabilimento di vetro (per automotive) che ha sospeso i 260 dipendenti in organico.

Il comparto di Energia Gas Acqua ha 500 dipendenti a lavoro per garantire servizi essenziali, e circa 200 in cassa integrazione: “Il silenziamento per più del 50 percento delle aziende – spiega Piscitelli – è avvenuto con il DPCM del 22 marzo con l’introduzione di altri Codici Ateco da sospendere fino al 3 Aprile. Qualche azienda ha tentato pur non dovendo produrre beni essenziali di continuare ma l’intervento delle nostre rappresentanze sindacali e della segreteria territoriale ha impedito a chi gestisce le aziende di non continuare l’opera per evitare il contagio”. Dunque più della metà dei lavoratori è stata messa in cassa integrazione straordinaria che dovrà essere versata dall’Inps, un aspetto questo che preoccupa non poco: “Le organizzazioni confederali di Uil Cgil e Cisl, lo scorso 26 marzo hanno chiesto al Ministro del lavoro e politiche sociale, al Ministro dell’economia e finanza e all’Inps di organizzare un sistema di pagamento urgente che non vada oltre i 15 giorni dalla richiesta. Siamo preoccupati perché prima di questa normativa l’erogazione dei sussidi, avveniva con l’anticipazione da parte dell’impresa, mentre ora si corre il rischio di dover aspettare l’Inps per mesi. In questa situazione di emergenza è qualcosa che non possiamo permetterci essendo l’ammortizzatore sociale l’unica fonte di reddito per i lavoratori”. La Uiltec chiede alla Regione Lazio di intervenire: “Si faccia parte attiva per la soluzione di un problema che arriverà da qui ad un mese per famiglie e lavoratori, magari con strumenti straordinari, coinvolgendo gli istituti di credito, come già sperimentato specie da noi, con Saxa Gres e altre aziende”. Tra gli imprenditori e lavoratori è prevalsa la ragionevolezza: “Alcuni stabilimenti – evidenzia Piscitelli – prima ancora del DPCM dello scorso 11 Marzo avevano distanziato i macchinari e limitato gli spostamenti negli spazi comuni e provveduto a sanificare gli ambienti. Altri non hanno avuto possibilità e sono stati costretti a chiudere. I dipendenti stanno facendo la loro parte con grande impegno e fermezza. Come organizzazione sindacale saremo parte attiva con Sua Eccellenza il Prefetto affinché la vita e la salute di chi si reca al lavoro venga salvaguardata e tutelata”.

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