UE. LETTA: EUROPA SI FONDA SU RESPONSABILITÀ E SOLIDARIETÀ.



“L’UNIONE DI QUESTI ANNI HA BALBETTATO E SBAGLIATO SU TANTE COSE” (DIRE) Milano, 13 mar. –
“L’equilibrio su cui l’Europa puo’ salvarsi si regge sugli stessi valori fondamentali dell’Europa, quello di solidarieta’ e quello di responsabilita’, ora negli anni della crisi si e’ estremizzata la responsabilita’ facendola diventare austerita’ e questo e’ stato un male”. Sono le parole dell’ex presidente del Consiglio, Enrico Letta, a chi gli chiede quale sia il futuro dell’Europa: “Questo equilibrio tra solidarieta’ e responsabilita’ e’ un equilibrio a cui si deve tendere anche se mi sembra piuttosto lontano”. A detta del predecessore di Matteo Renzi a Palazzo Chigi pero’ “l’avanzata dei populismi ha svegliato le classi dirigenti europee che sono state molto addormentate in questi tempi e non hanno colto le sfide che ci sono, come non hanno colto la fatica della societa'”. Letta poi spiega come il valore della solidarieta’ “vada gestito con intelligenza e non deve essere semplice elemosina”, a conti fatti dunque “una solidarieta’ di vita e di comunita’ all’interno di cui in alcuni casi si deve dare e in altri si puo’ chiedere”. E l’Italia? “Il futuro dell’Italia deve essere in Europa, un’Europa diversa da questa, anche perche’ l’alternativa e’ il nazionalismo e l’autarchia”, continua l’ex premier che delinea il grande cambiamento in cui il nostro Paese deve inserirsi, un cambiamento “rappresentato da potenze un tempo emergenti e ora emerse come Cina, India, Sud est asiatico, Brasile”, mentre “i Paesi che un tempo erano grandi in un mondo piccolo come noi ora sono in un mondo grande e dobbiamo fare i conti con le dimensioni- continua-. Quindi la dimensione europea e’ fondamentale ma non l’Europa di questi anni che ha balbettato e sbagliato su tante cose”, conclude Letta, intervenuto a margine di una conferenza organizzata all’Universita’ Iulm di Milano proprio sull’Europa.

“PERCHÉ LA SUA LOGICA È ESSENZIALMENTE NAZIONALISTA”. (DIRE) Milano, 13 mar. – “Se entra Le Pen per l’Europa e’ finita perche’ si andra’ a distruggere quello che si e’ costruito fino ad adesso, non ci sara’ una nuova Europa perche’ la logica di Marine Le Pen e’ essenzialmente nazionalista e l’Europa non puo’ avere all’interno del Consiglio europeo la Francia rappresentata da Marine Le Pen. Credo che le elezioni francesi vadano seguite bene perche’ a differenza di quelle olandesi, tedesche, italiane o spagnole, dove bisogna fare coalizioni, li’ e’ o il Sole o la Luna, dunque l’8 maggio sapremo quale sara’ il destino dell’Europa”. Questa e’ la visione dell’ex premier Enrico Letta sulle future elezioni transalpine, ritenute “particolarmente importanti”. Questo per un motivo molto semplice, cioe’ perche’ la Francia “e’ l’unico Paese a livello europeo in cui c’e’ un sistema presidenziale, quindi uno vince e uno perde. Non c’e’ un sistema parlamentare in cui ci sono tutte le sfumature in cui poi alla fine si fanno coalizioni”. Dunque, “siccome c’e’ un sistema secco puntato sul si vince o si perde- prosegue- ed essendoci probabilmente un confronto al secondo turno tra Marine le Pen da una parte e un candidato dall’altra parte, Macron come spero o Fillon, le elezioni francesi saranno una specie di spartiacque e di sliding doors per l’Europa”. D’altronde a detta di Letta, intervenuto alla Dire a margine di una conferenza organizzata all’Universita’ Iulm di Milano proprio sul futuro del continente, “la Francia e’ troppo importante per non detenere la caduta dell’intera costruzione. Viceversa se vincesse Marcon sarebbe un grande rilancio dell’idea europea spero in modalita’ diversa e migliore”, conclude.

UE. LETTA: POLITICA DI TRUMP COSTRINGE EUROPA A DIVENTARE ADULTA

“LUI HA DETTO CHE FARÀ IL PRESIDENTE SOLO DI CHI LO HA ELETTO”. (DIRE) Milano, 13 mar. “Questo di Trump e’ un passaggio che modifica molti degli elementi della democrazia e ne vedremo delle belle, io la voglio prendere pero’ come una grande sfida positiva per l’Europa, un obbligo per l’Europa a diventare adulta, senza piu’ il sostegno americano. Siamo costretti a diventare grandi e questo per me e’ una sfida positiva”. Secondo la visione di Enrico Letta, ex Presidente del Consiglio, la politica Trump “e’ una svolta notevole e la discontinuita’ e’ data dal fatto che lui ha detto ai suoi elettori che sara’ il loro presidente”. In sostanza, spiega Letta, “lui non ha detto che fara’ il presidente di tutti gli americani ma solo di quelli che lo hanno eletto e questo e’ un concetto che trasforma la qualita’ della democrazia”. Il problema secondo l’ex premier e’ di rappresentanza: “Non e’ un caso che nella nostra Costituzione stia scritto che ogni partito parlamentare, e a maggior ragione il presidente, rappresenta l’intero della Nazione e non solo quelli che lo hanno eletto”, insomma “per la democrazia rappresentativa tu non rappresenti solo chi ti vota, a maggior ragione un presidente eletto direttamente”. Letta e’ intervenuto a margine di una conferenza sul futuro dell’Europa organizzata all’Universita’ Iulm di Milano.

UE. LETTA: SULLA QUESTIONE GRECA LA GERMANIA HA SBAGLIATO

DAL 2008 AL 2012 L’EUROPA HA FATTO SCELTE ATTENDISTE, POI BENE.
(DIRE) Milano, 13 mar. – “Sulla questione greca la Germania ha sbagliato gestione e quella situazione e’ stata specchio del problema politico europeo”. Questo e’ il pensiero dell’ex premier Enrico Letta sulla questione relativa alla crisi greca, in cui a detta di Letta “la cifra data come aiuto, superiore al Pil greco in un anno, e’ stata messa ma nessuno e’ contento”. Se invece “si fosse messa cifra inferiore si sarebbe salvata la Grecia”. Letta, intervenuto durante una conferenza organizzata all’Universita’ Iulm di Milano ha ammesso che “dal 2008 al 2012 l’Europa ha fatto scelte attendiste. Dal 2012 invece si son fatte cose per bene”. Per il predecessore di Renzi la ” e arrivino dall’altra parte del mondo a spazzarti dal mercato”, tuttavia attraverso una cooperazione europea “l’Europa del Sud deve essere piu’ forte e non pensare che per questa tempesta dobbiamo eliminare l’Europa, perche’ da soli non abbiamo speranza”. Un esempio puo’ essere dato dal cambiamento “del regolamento dei fondi strutturali per intervenire su zone in cui globalizzazione e’ entrata e ha fatto danni”, conclude.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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