Tutela della salute umana dalla radioattività naturale in provincia di Frosinone.

radon_01_01All’Azienza usl locale

 Spettabile redazione, sono portavoce di una associazione di volontariato che ha la finalità di informarsi per dare informazioni. I nostri interessi riguardano la sostenibilità ambientale che concentriamo nel rapporto circolare “uomo/ambiente/uomo”.

Abbiamo approfondito con una serie di 8 convegni il problema della radioattività naturale, data dal gas Radon.

La normativa nazionale, che deriva da quella dell’Euratom, fissa in 500 Bq/mc la concentrazione limite di radioattività in ambienti di lavoro, oltre la quale il datore di lavoro, rivolgendosi all’Esperto qualificato, procede alle operazioni di bonifica.

Nel 2013 l’Arpa Lazio pubblica i valori delle concentrazioni medie annue rilevate in locali privati di tutti i comuni laziali. Per la provincia di Frosinone si legge che in 53  Comuni le concentrazioni annue misurate, almeno in un caso supera i 300 Bq/mc; di questi 53, 25 (Acuto, Amaseno, Ceprano, Esperia, Fiuggi, Frosinone, Fumone, Monte S. Giovanni, Morolo, Pastena, Patrica, Piedimonte S. Germano, S. Donato val Comino, S. Giovanni in Carico, Supino, Terelle,Trevignano, Trevi nel Lazio, Vallecorsa, Vallerotonda, Veroli, Vico nel Lazio, Villa Santa Lucia, Villa S. Stefano, Viticuso) presentano concentrazioni superiori al limite italiano; di questi 25 almeno 4 (Morolo, Villa S. Stefano, Viticuso, Terelle) superano per due volte il limite vigente.

Occorre tener presente che abbiamo inserito il valore di 300 Bq/mc in quanto la nuova direttiva Euratom del 2013, che sarà recepita nella legislazione italiana entro il febbraio 2018,  impone tale valore come limite per gli  ambienti di lavoro e lo estende anche agli ambienti di vita come le abitazioni [ci sembra evidente che se concentrazioni di radioattività superiori a 300 sono pericolose dal febbraio del 2018, anche oggi lo sono.

Si ricorda che sia lo I.A.R.C., che l’O.M.S., indicano nella radioattività dovuta al gas Radon, l’aumento del rischio di contrarre il tumore polmonare.

Abbiamo richiesto un intervento operativo all’area della Sanità della Regione Lazio che coordina i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica. Inoltre abbiamo sottolineato al nuovo assessore all’ambiente della Regione Lazio – dr. Mauro Buschini – di proporre in Giunta il Piano regionale per la tutela dalle radiazioni previsto dalla L.R. n.14 del lontano 2005.

Comunichiamo con Lei nella speranza che possa a sua volta darne informazione. Vogliamo sottolineare che il mancato monitoraggio del Radon nei locali del plesso scolastico assoggetta sia i dipendenti che bambini e ragazzi all’aumento del rischio di contrarre la neoplasia polmonare.  Medesimo rischio corrono i dipendenti comunali.

Tutto si chiarisce tramite la misurazione che viene effettuata da Enti pubblici tra i quali l’Arpa Lazio, l’INGV, l’INAIL,etc

   il portavoce dell’associazione: Corrado Colizza

gruppopresenzamgg@yahoo.it,      corrado.colizza@legalmail.it,     

www.associazionegruppodipresenza.sitiwebs.com

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