TURISMO. FRANCESCHINI: TORNERÀ, SIA CENTRALE IN RECOVERY FUND.

“PROPOSTE DA INFRASTRUTTURE A RIQUALIFICAZIONE ALBERGHI E BORGHI” (DIRE) Roma, 9 set. – Turismo lento e ‘minore’, riqualificazione del patrimonio alberghiero e di quello rurale e soprattutto infrastrutture, a partire dall’alta velocita’. In commissione Industria del Senato Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle Attivita’ culturali e del Turismo, porta le sue proposte per il turismo, uno dei settori piu’ colpiti dal Coronavirus. Franceschini usa “prudenza” perche’ “il lavoro e’ ancora all’inizio”, ma sull’uso delle risorse del Recovery fund punta a “ribadire la centralita’ di questo settore e la particolare durezza con cui la crisi lo ha colpito”. Il ministro e’ certo che “il turismo tornera’ e la voglia di viaggiare e venire in Italia sara’ intatta e anzi sara’ in crescita”. Dunque, sara’ necessario rivedere il Piano strategico anche prima della sua scadenza, prevista per il 2022, in modo da “indicare la strada da seguire superata l’emergenza. La crisi verra’ superata e torneremo ai numeri di prima, ma dobbiamo cercare di indirizzarli, perche’ fino a gennaio, prima del Covid, il tema era gestire una crescita talmente impetuosa da portarci a dover affrontare alcuni temi, come l’overbooking nelle citta’ d’arte e la tutela del patrimonio”. E poi il turismo lento, che in questa estate 2020 “in piena emergenza” ha visto lo spostamento di flussi turistici verso localita’ minori. “Credo sia qualcosa su cui investire- dice Franceschini- con un grande piano nazionale di riqualificazione dei borghi, dei centri storici e di tutte le forme di turismo lento, come le ferrovie storiche, le piste ciclabili e i cammini”. In questo quadro rientra anche “la riqualificazione dello straordinario patrimonio di edilizia rurale, come i casali, che nel nostro Paese per tante ragioni sono spesso abbandonati. Ne ho parlato con il ministro Bellanova”, spiega Franceschini, che ricorda anche “l’altro grande capitolo” da inserire nel Recovery fund e che riguarda “il miglioramento, l’adeguamento e la crescita qualitativa di tutto il nostro patrimonio delle strutture ricettive, gli alberghi e non solo, per puntare a un tipo di turismo con capacita’ di spesa che porti ricchezza, non quello ‘mordi e fuggi’ che passa e non lascia niente”. Altre proposte riguarderanno la digitalizzazione del settore, con “l’ammodernamento delle agenzie di viaggio e dei tour operator”, la formazione ma anche le misure di sostegno per i lavoratori.

“Non e’ una competenza soltanto mia, ma la metterei quasi in cima”, dice infine il ministro riferendosi al tema delle infrastrutture: “Il turismo internazionale chiede di arrivare nei nostri grandi aeroporti e di salire su un treno alta velocita’ per arrivare ovunque in poche ore. Questo oggi in parte e’ gia’ possibile, anche se alcune scelte non lungimiranti del passato hanno fatto si’ che il sistema aeroportuale fosse quasi indipendente e talvolta in concorrenza con il sistema dell’alta velocita’. Dobbiamo recuperare l’integrazione tra i sistema portuale e aeroportuale e l’alta velocita’ che non si puo’ fermare a Salerno”. Si tratta per Franceschini di “un tema di prospettiva. Abbiamo fatto l’alta velocita’ in una parte d’Italia, bisogna fare in modo che arrivi nel sud, in Sicilia, e bisogna anche che si colmi il gap infrastrutturale che nel nostro Paese non e’ soltanto da nord a sud, ma anche tra Adriatico e Tirreno, perche’ tutti l’alta velocita’ e’ sul lato tirrenico e sul lato adriatico c’e’ una vecchia ferrovia che fa alcune centinaia di chilometri sul mare con un binario della fine dell’Ottocento. Credo che vada fatta una scelta molto coraggiosa che richiedera’ del tempo e delle risorse, ma dobbiamo progettarla per fare in modo che anche quella parte d’Italia ci sia l’alta velocita’ spostata dal mare in modo da riqualificare anche quella parte di costa”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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