Trevi nel Lazio: COINVOLGENTE LECTIO MAGISTRALIS DEL  PROF. VITTORIO SGARBI SU JUAN ANDRES RIZI.

Trevi Nel Lazio / Grazioli: “Due momenti di grande spessore culturale”.

La pittura di Juan Andrés Rizi a Trevi Nel Lazio” è il titolo del convegno, organizzato a Trevi Nel Lazio svoltosi in una due giorni dal 20 al 21 luglio all’interno della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta per celebrare la figura del monaco – artista (1595-1681) autore di otto pregevolissime tele barocche di soggetto sacro che oggi abbelliscono la stessa chiesa. Il ‘600, è considerato il secolo più fecondo e prosperoso della storia dell’arte spagnola, soprattutto nel campo della pittura. Molti pittori, tra i quali alcuni di grandissimo profilo, confluirono anche a Madrid per la presenza della corte, tra questi un pittore di grande spessore fu Juan Andrés Rizi (Madrid 1595-Montecassino 1681).

Juan Andrés divenne pittore e monaco benedettino, lavorò per lo più in chiese e conventi dell’ordine, entrò successivamente nell’ordine benedettino cassinese, e durante il suo viaggio in Italia sostò a Trevi Nel Lazio e durante il suo soggiorno realizzò otto dipinti tutt’ora ammirabili all’interno della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta. Nella giornata di venerdì scorso, il Sindaco Silvio Grazioli, ha aperto i lavori accogliendo il prof. Vittorio Sgarbi, che davanti ad un pubblico attento e coinvolto, ha tenuto una Lectio Magistralis di grande spessore culturale, parlando dello stile del Rizi con vicinanze al Caravaggio, spaziando come solo lui sa fare, a paragoni interessanti tra l’arte di Caravaggio e le opere di Pasolini. Il prof. Sgarbi accompagnato dal Sindaco Silvio Grazioli e gli altri amministratori, ha avuto modo di visitare gli scorci più significativi di Trevi Nel Lazio, ammirando ed apprezzando gli affreschi del vicino santuario della “Madonna del Riposo” sottolineando che l’autore è stato di certo influenzato , o ha conosciuto durante la sua vita la Scuola di Piero della Francesca; è rimasto allo stesso modo affascinato dal gruppo marmoreo posto all’interno dell’Oratorio di S.Pietro, soprattutto sull’angelo massima espressione del barocco romano.

“La presenza del prof. Sgarbi a Trevi Nel Lazio –ha commentato il Sindaco Silvio Grazioli- ha creato un grande interesse su questo patrimonio artistico che è custodito qui a Trevi, il suo interesse unito all’atmosfera del paese, lo ha particolarmente coinvolto, tanto che ha tenuto a dire che tornerà presto qui a Trevi, motivo che di certo ci inorgoglisce”. Nella giornata di sabato, il convegno è continuato con l’intervento del dott. Lorenzo Riccardi (funzionario e storico dell’arte della Soprintendenza per le province di Frosinone, Latina e Rieti), che ha riconosciuto il grande patrimonio culturale presente a Trevi, al quale si uniscono le tele del Rizi; di seguito l’intervento da parte della rappresentante della Reale Accademia di Spagna in Roma, organo istituzionale fondamentale per la realizzazione dell’evento e con il quale è nata una stretta sinergia con il Comune di Trevi, dalla quale nasceranno altri momenti di grande cultura.

Il Prof.David Garcià Lòpez del Dipartimento di storia dell’arte dell’Università della Mursia giunto appositamente dalla Spagna, ha tracciato con grande linearità la figura di Juan Andrés Rizi, la sua vita, la sua evoluzione artistica, il suo percorso che lo porterà a Trevi Nel Lazio durante il suo viaggio per giungere all’Abazia di Montecassino, soffermandosi appunto sul soggiorno a Trevi, dove lasciò testimonianza con le otto opere presenti in chiesa. “Sono stati due momenti di grande cultura internazionale –ha sottolineato il Sindaco Silvio Grazioli- avevamo l’obiettivo di far accendere i riflettori su Trevi, sulla sua storia e sul suo patrimonio artistico, e ci siamo riusciti perfettamente, destando l’interesse ed il coinvolgimento non solo della comunità locale, ma anche quella limitrofa, la presenza di tante autorità politiche, religiose e militari sono state importanti, e su questo convegno a breve sarà pubblicato un volume con materiale fotografico dell’evento”.

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