TRASPORTI. PROTESTA SCUOLABUS NAPOLI: CON QUESTE REGOLE NIENTE SERVIZIO.

CONDUCENTI CHIEDONO SOSTEGNO ECONOMICO, PREVISTE PERDITE DEL 70%

Napoli – C’e’ il rischio che all’apertura delle scuole i 150 scuolabus convenzionati con il Comune di Napoli non
forniscano piu’ il servizio di trasporto agli studenti.
Una decina di mezzi questa mattina erano fermi sul lungomare partenopeo per chiedere alle istituzioni un sostegno che permetta loro di svolgere regolarmente il servizio senza subire ulteriori perdite economiche oltre a quelle gia’ affrontate durante il lockdown.
“Siamo fermi da febbraio – racconta alla Dire il conducente
Federico Capecelatro -, sono trascorsi sette mesi eppure le
uniche soluzioni adottate sul trasporto scolastico, allo stato
attuale, non ci consentono di lavorare. Chiediamo aiuto alle
istituzioni altrimenti saremo costretti a restare fermi. Abbiamo
spese fisse ingenti, dall’assicurazione alla manutenzione, dalle
analisi tossicologiche che dobbiamo fare ogni anno a nostre spese alla manutenzione dei mezzi. Con le attuali disposizioni far
partire i nostri scuolabus significherebbe andare in perdita”.
I conducenti dei bus lamentano due criticita’ rispetto alle
linee guida sul trasporto scolastico definite in sede di
conferenza Stato-Regioni. La prima problematica riguarda la
capienza: con le attuali disposizioni ogni mezzo potra’
trasportare massimo 5 o 6 bambini al giorno, mentre in precedenza il servizio era garantito quotidianamente a circa venti studenti. La categoria e’ anche critica rispetto alla possibilita’ di
liberalizzare il servizio.
“Diventerebbe antieconomico svolgere il servizio – spiega Carlo Di Dato, presidente di Assodiritti – a meno che non si trovino 5 o 6 genitori folli disposti a pagare una retta di 200 300 euro. Ma questo va escluso. Chiediamo, cosi’ come previsto nell’accordo stipulato tra Stato Regioni per i mezzi del trasporto pubblico locale, un sostegno per il mancato introito anche per questa flotta di 150 scuolabus che svolgono il servizio a Napoli. Per il Tpl parliamo di una riduzione degli introiti di circa il 20 per cento. I conducenti dei mezzi di trasporto scolastico avranno perdite del 70%”.
Di Dato sostiene che consentire anche ai privati di svolgere
il servizio “metterebbe nel caos il trasporto scolastico. Sarebbe
una giungla. Noi vogliamo rispettare le regole, il distanziamento
e’ necessario, ma le istituzioni devono ascoltarci: se vogliono
tutelare il servizio e’ necessario un sostegno. Altrimenti, i bus
resteranno fermi 
e siamo pronti a circolare per la citta’ di
Napoli non per trasportare i bambini ma per creare disagi”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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