Tevere, recupero urbano, smart city e 150° di Roma a capitale d’Italia. (seconda parte).

Sono pervenuti parecchi quesiti riguardanti l’ultimo dei “Comunicati Consorzio Tiberina” dal titolo <<Importanti aggiornamenti sul Tevere a Roma>>. Utilizziamo ora il titolo di un precedente comunicato, per il quale era già previsto un “seguito”, giacché l’obiettivo finale è quello di avere un Tevere a Roma realmente bonificato, vivibile, aperto a tutti, sicuro, “smart”, magari proprio in vista dei 150 anni dalla piena che portò alla realizzazione dei Muraglioni del Centro Storico e dalla proclamazione pochi giorni dopo di Roma a Capitale d’Italia: sarebbe grandissimo segno materiale e simbolico di recupero e rinascita, anche perché Roma è sorta sul Tevere.

In uno degli articoli di stampa recenti si parla di un Tevere a Roma <<fortemente illegale, scalcinato e un po’ pulciaro, abbandonato a se stesso>>. Nei quesiti pervenutici è stato osservato un “paesaggio tecnico” non sempre esaltante nei due link http://www.abtevere.it/sites/default/files/datisito/allegato_3_schema_ormeggio_cg.pdf e http://www.abtevere.it/sites/default/files/datisito/scheda_censimento_cg.pdf del precedente comunicato, anche con parecchie situazioni di fatiscenza. Effettivamente, nonostante il D.P.C.M. di recepimento del P.S. 5, vari galleggianti censiti sono stati e sono tuttora fonte di rischi per le persone, l’ambiente e il patrimonio; ne sono affondati diversi anche dopo l’emanazione del P.S 5 e alcuni relitti sono ancora lì (e magari un giorno saranno rimossi con fondi pubblici!!). Giacché la regolarità delle Concessioni Demaniali Regionali – anche se emesse fino a ieri – e la regolarità urbanistica (in rari casi presente) non sono sufficienti a dare garanzia di sicurezza, è lodevolissimo che il 18 luglio scorso le Istituzioni competenti abbiano indicato che tutti i galleggianti dovranno avere a bordo esaustive Dichiarazioni di Conformità su numero massimo di occupanti, destinazioni d’uso ammissibili, resistenza a eventi estremi naturali e accidentali, etc etc entro metà Autunno, e che controlleranno.

I rifiuti e le discariche nel video-servizio al link http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2017/07/22/favelas-tevere-pugno-allo-stomaco-nel-cuore-roma_00PT0vytrRHFoK4oS5MsjN.html sono di certo l’elemento più grave di un’incuria fin qui accumulata, rispetto al peregrinare di povere persone senza dimora e senza speranza. In questo quadro generale, il Contratto di Fiume è sempre più da intendersi come un mezzo e non come un fine, magari per “attrarre” ulteriori azioni virtuose future (cfr per esempio http://www.a-realestate.it/2031-2/) dopo aver risolto le principali questioni di base.

Visite totali:14
Print Friendly, PDF & Email

Potrebbero interessarti anche...