TERREMOTO. VESCOVO RIETI: NECESSARIA VISIONE PER EVITARE PARALISI.

MONS. POMPILI: IN QUESTI 3 ANNI PREVALSI PUNTI DI VISTA DIVERSI (DIRE) Roma, 24 ago. – “L’angelo mi trasporto’ in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostro’ la citta’ santa, Gerusalemme, che scende dal cielo. Il libro dell’Apocalisse non indulge a scenari apocalittici, ma al contrario concentra la sua attenzione su una citta’ che annuncia il superamento del mondo attuale”. Sono le parole del vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, nell’omelia al Palazzetto dello Sport di Amatrice nel terzo anniversario dal terremoto che sconvolse il centro Italia. “Gerusalemme, dunque, diventa il simbolo di un mondo nuovo e allontana lo sguardo da un mondo vecchio e ormai anacronistico. A tre anni dal terremoto- ha continuato il vescovo- siamo comprensibilmente centrati sui ritardi della ricostruzione, sullo spopolamento, su una burocrazia che non conosce deroga, sul disamore che si intravede rispetto a questa bellissima terra. Questo e’ il mondo vecchio. Non basta pero’ quest’analisi indiscutibile. Occorre un’altra cosa: ci vuole una ‘visione’. Questo e’ il mondo nuovo. A dire il vero, piu’ che una visione in questi tre anni sono prevalsi ‘punti di vista’ diversi, anche a motivo dell’alternarsi di Governi, di responsabilita’ personali, di varia umanita’. E la tendenza ogni volta e’ stata quella di ricominciare daccapo, nel modo esattamente contrario a chi e’ venuto prima. L’effetto inevitabilmente non poteva essere che lo stallo”, ha concluso Pompili.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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