TEATRO NESTOR di FROSINONE: BATTISTA, LOPEZ, SOLENGHI , TERESA MANNINO per “Palco Comico e Musica”.

TEATRO NESTOR FROSINONE

Ventidieci

presenta

PALCO COMICO E MUSICA”

sabato 26 gennaio 2019 ore 21,00

MAURIZIO BATTISTA

in

“Scegli una carta”

venerdi 22 marzo 2019 ore 21,00

TERESA MANNINO

in

“Sento la Terra girare”

venerdi 29 marzo 2019 ore 21,00

MASSIMO LOPEZ & TULLIO SOLENGHI SHOW

scritto da Massimo Lopez e Tullio Solenghi

con la JAZZ COMPANY

diretta dal M. Gabriele Comeglio

Ventidieci annuncia le prime tre date della rassegna “Palco comico e musica”, al Teatro Nestor di Frosinone:sabato 26 gennaio 2019, Maurizio Battista con il suo spettacolo, “Scegli una carta”. Venerdi 22 marzo, la travolgente comicità di Teresa Mannino con lo spettacolo “Sento la Terra girare”  e venerdi 29 marzo Massimo Lopez & Tullio Solenghi Show.

Sabato 26 gennaio, Maurizio Battista in scena con  lo spettacolo “Scegli una carta”. Il titolo fa un po’ il verso alle scelte della  vita dove si giocano  tante  carte, alcune  giuste altre  meno. Scegliere una carta vuol dire prendere delle decisioni e non è mai una scelta facile per nessuno.Sul palco da una scatola di Chemin de Fer, Maurizio Battista tirerà fuori di volta in volta una carta e in ognuna di esse ci sarà un argomento che darà il via ad un suo monologo.Anche tutta la scenografia e la grafica dello spettacolo avrà come  tema  le  carte  francesi. Un consiglio per gli spettatori: “giocatevi  questa carta” e  buon divertimento.

Venerdi 22 marzo in scena Teresa Mannino con lo spettacolo “Sento la Terra girare” (scritto da lei stessa insieme a Giovanni Donini) e la sua comicità graffiante, leggera, intelligente e sottile. Le sue storie dalla Sicilia attraversano tutta l’Italia per accendere un sorriso, far riflettere, scatenare una risata. Il suo percorso artistico si snoda tra esperienze comiche di palcoscenico e piccolo schermo, radio e cinema, per approdare infine ad un mondo fatto di storie, emozioni e testimonianze.Teresa Mannino, che ne firma anche la regia, presenta così lo spettacolo:“Vivo chiusa in un armadio, per mesi, anni. Un giorno decido di uscire, apro le ante e un piccolo raggio di luce artificiale mi acceca, esco e provo ad aprire gli occhi, li apro e leggo che il principe Harry si sta sposando e che l’asse della terra si sta spostando. Mi butto stranamente sulla notizia meno glamour. Com’è possibile che l’asse terrestre stia variando? Finché sparisce la primavera, cambiano le stagioni, ma l’asse della Terra… Pare che, a causa dello scioglimento dei ghiacci, i Poli diventino più leggeri e l’asse si sposti. Come quando, al parco, il compagno strafottente che hai di fronte scende all’improvviso dal dondolo e ti fa cadere giù. Bastardo! Leggo che le cose stanno cambiando in modo radicale e velocissimo, gli animali si estinguono a un ritmo allarmante, come quando sono spariti i dinosauri 66 milioni di anni fa. Nel mare ci sono più bottiglie di plastica che pesci, sulle spiagge più tamarri che paguri. Leggo che non c’è più acqua da bere e aria da respirare. Cose di pazzi! Ma la prova che qualcosa di epocale sta accadendo arriva quando vedo la pubblicità del filo interdentale per cani. Segno certo che stiamo per estinguerci al ritmo di zumba! Ma si parla sempre d’altro, di posteggi per mamme etero, di tablet a scuola, di ascolti televisivi, di fake news, di bonus bebè.Fuori dall’armadio scopro che il mondo va a rotoli, rotoli di carta igienica. Allora, cerco delle strategie: non uso più rotoli, di nessun tipo, chiudo l’acqua mentre mi insapono, tengo spente le luci dell’albero di Natale, vendo la macchina e faccio l’orto sul balcone. Ma ciò non migliora la situazione del pianeta e in più mi sono complicata la vita. La strategia deve essere un’altra. Decido di richiudermi nell’armadio, ma l’armadio non è più lo stesso, dentro quell’armadio sento la Terra girare.”.

Venerdi 29 marzoMassimo Lopez e Tullio Solenghi tornano insieme sul palco dopo 15 anni come due vecchi amici che si ritrovano, in uno Show di cui sono interpreti ed autori, coadiuvati dalla Jazz Company del maestro Gabriele Comeglio, che esegue dal vivo la partitura musicale.

Ne scaturisce una scoppiettante carrellata di voci, imitazioni, scketch, performance musicali, improvvisazioni ed interazioni col pubblico. Tra i vari cammei, l’incontro tra papa Bergoglio (Massimo) e papa Ratzinger (Tullio) in un esilarante siparietto di vita domestica, e poi i duetti musicali di Gino Paoli e Ornella Vanoni, e quello recente di Dean Martin e Frank Sinatra, che ha sbancato la puntata natalizia di “Tale e Quale Show”. In quasi due ore di spettacolo, Tullio e Massimo, da “vecchie volpi del palcoscenico”, si offrono alla platea con l’empatia spassosa ed emozionale del loro inconfondibile “marchio di fabbrica”.

“La scintilla del ritorno insieme sul palco è scoccata proprio a “Tale e Quale Show”. Carlo Conti ci vide esordire con un’altra accoppiata, quella di Simon e Garfunkel e da nostro affezionato fan espresse il desiderio di volerci rivedere di nuovo in scena insieme. Da lì è partito tutto, anche se l’idea di tornare a lavorare in coppia ronzava già da tempo nelle nostre teste, agevolata dal fatto che, abitando nello stesso condominio, la frequentazione e l’amicizia non si sono mai interrotte.

In sede di scrittura e composizione del tutto, l’idea dominante è stata subito quella di riappropriarci del nostro marchio di fabbrica che ci ha contraddistinto fin dall’esordio col Trio, coniugandolo su nuovi contenuti. Ne è così scaturito un racconto scenico senza un apparente filo conduttore, un po’ a scatole cinesi, dove una semplice frase o una singola intonazione possono agevolare la scena successiva. Rispetto ai precedenti spettacoli si è poi aggiunta una consistente parte musicale, coadiuvata da cinque musicisti che sono in scena accanto a noi.

Il divertimento è predominante, ma non mancano momenti di profonda emozione, come quello in cui ricordiamo Anna e l’applauso che ne scaturisce ogni sera sembra non finire mai. Anche per noi che lo viviamo dal palco rappresenta un momento magico in cui riannodiamo le fila della nostra identità. Quei dodici anni passati insieme hanno inevitabilmente scolpito po’ di ognuno di noi negli altri due, è per questo che salendo sul palco ogni sera avvertiamo la meravigliosa sensazione di portare una parte di Anna con noi.

Una grande complicità in tutto questo ci viene dal nostro pubblico, che sera dopo sera ci dimostra il suo immutato affetto, con la gioia di ritrovare dei vecchi amici, quasi dei parenti ritrovati: questa è la netta sensazione che ricaviamo dai loro applausi, dalle loro risate, dalle loro emozioni.”

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