-TAV. SIRI: LE GRANDI OPERE NON SONO IN DISCUSSIONE

(DIRE) Roma, 9 ago. – “Le grandi opere non sono in discussione. Ci atteniamo al perimetro definito dal contratto di governo e quindi non sono in discussione”. Lo assicura Armando Siri, sottosegretario leghista ai Trasporti intervistato da Affaritaliani.it. “L’unica cosa che prevede il contratto e’ un’eventuale ridiscussione del progetto del Tav per valutare l’impatto costi-benefici”. In sostanza, che cosa significa? “Si tratta di un approfondimento per evidenziare il bilanciamento tra costi e benefici. Una volta terminato questo studio e quando avremo in mano l’elaborato vedremo i risultati e la decisione sara’ politica. A mio parere – spiega il sottosegretario – il tema legato alla costruzione del tunnel e’ importante visto che il traffico al valico Italia-Francia e’ di 3 milioni di tir all’anno. E tengo a precisare che si parla di 3 milioni di tir dal nostro Paese alla Francia e viceversa, non solo dall’Italia”.

Armando Siri aggiunge: “Ritengo che se il nostro obiettivo e’ quello di ridurre l’impatto dell’inquinamento per salvaguardare l’ambiente e la salute dobbiamo avere strutture adeguate per portare il traffico dalla gomma alla ferrovia”. Quali sono gli interventi che il governo intende mettere in atto sul fronte delle infrastrutture? “Sono tre i livelli. Il primo riguarda il trasporto locale. Occorre intervenire subito in maniera efficace sul trasporto dei pendolari. Sappiamo i problemi che ci sono in Lombardia, figuriamoci nel resto d’Italia. Purtroppo i pendolari in Italia sembrano vivere in un mondo a se’ e gli interventi devono essere forti e tempestivi. Il secondo livello e’ quello del tema complesso delle strade e dei collegamenti statali, provinciali e locali. E, il terzo livello, la situazione in particolare nel Centro-Sud, e’ davvero pessima. Sono stato di recente in Basilicata dove siamo ai limiti della tollerabilita’ con strade che si interrompono e mancano ferrovie. E non parlo solo della percorribilita’ delle infrastrutture ma anche del traffico mobile e di dati. Ora parlo dalla Sicilia – spiega Siri – e la situazione e’ difficile. Quindi non interventi per strade e ferrovie ma anche per migliorare i collegamenti telefonici, visto che ci sono zone d’ombra e aree dove internet non arriva”. Quanti soldi mettera’ il governo per fare tutte queste cose? “Non e’ stato fatto un calcolo ma alcuni soldi ci sono gia’ e in molti casi verranno utilizzati i denari dell’Unione europea. Dovremo essere noi bravi a recuperare l’investimento economico che ogni anno l’Italia fa a favore dell’Ue recuperando fondi per realizzare questi progetti. Poi un’altra parte di soldi arrivera’ dall’amministrazione centrale. So per certo che il tema delle infrastrutture non e’ legato ad una difficolta’ economica ma alla volonta’ politica. Abbiamo anche ribadito l’intenzione di proseguire con l’esclusione dal deficit degli investimenti per infrastrutture”, conclude il sottosegretario Siri.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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