Fernando Fioramonti

La risposta del Sindaco alla Consigliera Tagliaboschi ci lascia di stucco anche se, ormai, ci siamo tristemente abituati alle reazioni, scomposte e poco consone al ruolo ricoperto, da parte degli esponenti dell’attuale maggioranza. Vietato dissentire. Vietato obiettare. Assolutamente vietato chiedere conto di come l’Amministrazione gestisca le risorse del Comune. Chiunque tenti di ottenere un chiarimento, viene puntualmente tacciato come polemico oppure sminuito con attacchi personali. Così  il  Consigliere Fioramonti è stato più volte appellato “primo della classe” o “paffutello”: quanta poca lungimiranza politica e quanta pochezza umana in queste esternazioni. Se ad un esponente dell’opposizione mancasse una gamba, sulla base di questa logica cosa diverrebbe? Lasciamo a voi la semplice deduzione. Stavolta è toccato alla Consigliera Tagliaboschi, cui i bulli da tastiera hanno addirittura affibbiato una grave patologia che colpisce le facoltà di memoria (in realtà con una diversa eziologia: il decorso è politico!). La sua colpa? Aver chiesto delucidazioni sull’impiego delle migliaia di mascherine, acquistate a prezzi esorbitanti e ripartite con un criterio di priorità apparentemente preferenziale (da quanto emerge 683 mascherine risultano agli atti nella disponibilità dei membri della giunta Natalia). Come si è permessa, dalla sua comoda poltrona in smart working, ad assolvere le sue funzioni di Consigliere di minoranza? Questa maggioranza predica bene ma, anche in questo caso, razzola male: prima si fa promotrice di misure di prevenzione all’emergenza COVID, poi accusa chi svolge la sua mansione da casa. Tristi paradossi della fase Natalia. Sindaco, da quanto tempo l’Amministrazione è stata sollecitata ad organizzare una seduta di Consiglio o una Commissione?

Inoltre, Sindaco, Lei sicuramente ricorderà che abbiamo chiesto, più e più volte, di riportare la discussione  sul piano prettamente politico. Evidentemente è più semplice mistificare le proprie azioni attraverso ingiurie meschine e sterili offese personali, piuttosto che sedersi ad un tavolino nella giusta sede, sia essa in presenza o in remoto, ed affrontare a viso aperto questioni e difficoltà, avendo il coraggio e la lealtà istituzionale  di rispondere del proprio operato. Soprattutto è ancor più complesso cercare di risolvere i problemi, preferendo vivere la politica come una continua campagna pubblicitaria ad personam. A proposito, Ovidio scriveva nelle Metamorfosi “video meliora proboque, deteriora sequor” (vedo il meglio e lo approvo, ma seguo il peggio – così afferma Medea quando decide di trasgredire i suoi impegni nei confronti del padre e della patria): forse è una torsione del pensiero, una metamorfosi intellettuale che dovreste porre come prima priorità in agenda. Il nostro resta solo un consiglio che,  purtroppo, rimarrà nuovamente inascoltato.