Sul Cosilam Il Dr. Guido D’Amico, Presidente di ConfimpreseITALIA.

confimpreseitaliaSeguo con particolare attenzione il “caso Cosilam” scoppiato in questi ultimi giorni e non posso non concordare con il sindaco di Cassino, Giuseppe Golini Petrarcone, quando parla di un mancato coinvolgimento.

Il nostro territorio sta affrontando in questi mesi una fase delicata che necessita di collaborazione e progettazione. Da tempo sostengo che bisogna aprire e portare avanti la fase della pacificazione. I toni accesi, le critiche, i fatti personali, le risse verbali sono fuori luogo.

Concordo con il consigliere Umberto Satini quando dice che non gli interessa giudicare chi lo ha preceduto nel Consiglio di Amministrazione dell’Ente. Per questo ho trovato assolutamente ingenerose talune affermazioni nei confronti degli ex presidenti del Cosilam, il professor Raffaele Trequattrini, i cui risultati si vedono oggi alla luce dei miglioramenti di bilancio, e il sindaco Giuseppe Golini Petrarcone, così come quelle sulla Banca Popolare del Frusinate.

In questo momento bisognerebbe lavorare per gettare le basi per il futuro del nostro territorio. Ma ciò non accade. Negli incontri itineranti organizzati dal Cosilam nei diversi territori ho lanciato una proposta concreta per provare a salvare il Consorzio del Perlato Royal di Coreno. Una proposta che Confimprese era pronta a sostenere anche economicamente (come ha fatto con i corsi per l’impresa sociale o per il defibrillatore che, a differenza di altri, ha messo a disposizione nel progetto “A scuola di depurazione”) ma che non ha trovato seguito.

Occuparsi prioritariamente per eliminare la figura statutaria del direttore generale comporta il cambiamento dello statuto stesso del Cosilam e queste cose, strategiche per l’Ente, le vorremmo discutere approfonditamente. Anche perché la procedura è articolata e coinvolge più soggetti, anche esterni alla stessa Assemblea. Ricordo che su un simile provvedimento non esiste alcun mandato specifico. Una posizione, la nostra, che possiamo esprimere con la massima consapevolezza visto che ConfimpreseItalia, a differenza di altri, è socio della Ficei, la Federazione Italiana Consorzi ed Enti Industriali.

In questo momento non esiste un problema di resistenza o di voglia di non portare il cambiamento. Tutti vogliamo la salvaguardia dell’Ente, tutti vogliamo il cambiamento reale. Il vero problema è che dovrebbe esserci una gestione frutto della condivisione e non di scelte suggerite al di fuori dagli organi sociali.

Non si può rallentare la ripresa economica che il territorio attende da anni. Occorre continuare a lavorare nel solco delle indicazioni dettare dal piano di risanamento voluto da tutti i soci del Consorzio. Chi sta favorendo percorsi che potrebbero portare al commissariamento dell’Ente o al suo accorpamento deve sapere che sta procurando un danno ai cittadini, alle aziende e a tutto il territorio di cui dovrà rispondere. In un momento in cui si iniziano a vedere timidi segnali di ripresa, con lo stabilimento FCA, il più grande insediamento produttivo del centro Italia, in una fase di rilancio, il Cosilam rappresenta un ente essenziale e strategico. Il suo commissariamento o il suo accorpamento rappresenterebbe la morte del Cassinate e di ogni prospettiva futura”.

Il Presidente

Dott. Guido D’Amico

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