SUICIDIO. LO PSICHIATRA: IN ITALIA FINO A 40MILA TENTATIVI L’ANNO.

POMPILI (SAPIENZA ROMA): MANCA MONITORAGGIO A TUTTO CAMPO

Roma – “Ogni anno in Italia ci sono circa 4.000

suicidi. Molto maggiori sono ovviamente i tentativi di suicidio,
fino a dieci volte di piu’ (circa 40mila)”. Sono i numeri di chi
si toglie la vita o tenta di farlo nel nostro Paese, forniti alla
Dire da Maurizio Pompili, ordinario di Psichiatria della Sapienza
Universita’ di Roma e direttore del Servizio di prevenzione del
Suicidio dell’Azienda ospedaliera Sant’Andrea, in vista della
Giornata mondiale della prevenzione del suicidio che si
celebrera’ il 10 settembre.
“Sostanzialmente- spiega lo psichiatra- i tentativi di suicidio
sono una frangia di criticita’ suicidaria molto maggiore (dei
suicidi propriamente detti, ndr), che sfugge a calcoli precisi,
perche’ affluiscono un po’ dappertutto: nei pronto soccorso e
negli ospedali. Non c’e’ ancora un monitoraggio a tutto campo
della cifra effettiva dei tentativi di suicidio, che comunque
sono un numero veramente alto”.
L’esperto conclude ricordando che negli Stati Uniti si stima
che i tentativi di suicidio siano fino a 25 volte maggiori dei
suicidi.

IN PANDEMIA PIU’ TENTATIVI TRA GLI UOMINI

POMPILI: FINO A 4 A 1 RAPPORTO SUICIDI UOMINI/DONNE

Il 2020 si sta rivelando un anno

particolare, sul fronte dei suicidi e dei tentati suicidi,
rispetto alla distribuzione tra uomini e donne. Se, infatti,
storicamente sono piu’ queste ultime a tentare di togliersi la
vita, nel corso della pandemia “abbiamo visto sicuramente piu’
uomini approcciarsi al suicidio e ai tentativi di suicidio”,
spiega il professor Maurizio Pompili, ordinario di Psichiatria
della Sapienza Universita’ di Roma e direttore del Servizio di
prevenzione del Suicidio dell’Azienda ospedaliera Sant’Andrea, in
occasione della Giornata mondiale della prevenzione del suicidio
che ricorre il 10 settembre.
La maggior incidenza di questi eventi tra le donne, prosegue
l’esperto, “e’ difficile da spiegare. Infatti, la letteratura
parla di paradosso di genere, perche’ non riesce a dare una
risposta esauriente. Cio’ che possiamo dire con certezza e’ che
le donne utilizzano solitamente dei metodi meno letali, quindi
lasciano piu’ spazio alla possibilita’ di essere soccorse, di
raggiungere un pronto soccorso ed essere salvate. Gli uomini
utilizzano, invece, mezzi piu’ letali, cosi’ le probabilita’ di
morire per quel gesto particolare sono maggiori. Si tratta pero’
di un paradosso- chiarisce l’ordinario di Pscichiatria- perche’
anche quando gli uomini utilizzano dei metodi piu’ ‘femminili’,
finiscono per morire piu’ frequentemente. Come se avessero un
‘quid’ maggiore di letalita’ nel momento in cui si approcciano al
gesto straordinario”.
Tra le donne, dunque, prevalgono i tentativi di suicidio,
mentre il rapporto uomo/donna nei suicidi “e’ solitamente di tre
a uno, o quattro a uno a secondo dei contesti geografici, cioe’-
conclude Pompili- gli uomini sono tre o quattro volte piu’
rappresentati nei suicidi rispetto alle donne”.

Giornata mondiale della prevenzione del suicidio

 La particolarita’ dell’evento pandemico e
delle sue conseguenze ha portato alla creazione di una serie di
task force a livello internazionale che, chiarisce lo psichiatra,
“studiano il fenomeno e cercano di dare delle risposte proprio
per essere piu’ vicini agli individui, sviluppando piattaforme
digitali, e per sensibilizzare i mass media a parlare di suicidio
in maniera funzionale, senza elementi romanzati, senza uscire con
la notizia che fa scalpore, ma a parlarne meglio, con sobrieta’ e
puntualita’. Una modalita’ che sicuramente aiuta gli individui in
crisi. Indubbiamente abbiamo visto un aumento delle richieste di
visite e di assistenza psichiatrica in generale, con o senza
criticita’ suicidarie”.
Le esigenze di prevenzione del contagio non hanno fermato
quindi l’appuntamento annuale in occasione della Giornata
mondiale della prevenzione del suicidio. “Anche quest’anno
abbiamo voluto comunque esserci per riportare l’attenzione sul
problema del suicidio- tiene a Pompili- Ma, proprio facendo leva
sulle misure restrittive, abbiamo deciso di farlo nella modalita’
piu’ consona, cioe’ in versione digitale. Il nostro convegno,
notoriamente frequentato da migliaia di persone, quest’anno sara’
totalmente digitale con nove moduli che ospiteranno dei simposi
con ospiti internazionali e nazionali pronti a fare il punto su
tantissimi aspetti della prevenzione del suicidio. Un programma-
conclude- che andra’ in parallelo con gli Stati Uniti, dove
questo periodo viene chiamato ‘Settimana della prevenzione del
suicidio'”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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