SPAZIO. I NUMERI DELLA SPACE ECONOMY MADE IN ITALY.

ASI QUOTA 1,4 MILIARDI DI EURO IL GIRO DI DENARO NEL NOSTRO PAESE (DIRE) Roma, 11 gen. – Il 2017 sara’ ricordato come un anno d’oro per lo spazio made in Italy. Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), si e’ aggiudicato l’edizione 2017 del Premio Space Economy dell’Asas, Associazione per i servizi le applicazioni e le tecnologie Ict per lo spazio, organizzato in collaborazione con le testate Airpress e CorCom, per aver contribuito alle sviluppo delle potenzialita’ della space economy nazionale. Ma quali sono i numeri della space economy made in Italy? L’Asi quota 1,4 miliardi di euro il giro di denaro legato allo Spazio in Italia, 6mila i lavoratori specializzati nel settore e un ritorno di 4 euro per ogni euro investito. Gli ultimi due governi, riconoscendo il buon lavoro svolto, hanno aumentato in 5 anni il budget a disposizione dai 350 milioni di euro del 2015 ai 900 milioni previsti per il 2019. L’anno appena trascorso verra’ ricordato anche per l’approvazione in sede legislativa, da parte della Commissione attivita’ produttive della Camera dei Deputati, del DDL Spazio. La nuova legge prevede, principalmente, che la direzione e il coordinamento delle politiche spaziali e aerospaziali vengono attribuiti alla Presidenza del Consiglio. Viene poi istituito un Comitato interministeriale che avra’ il compito di definire gli indirizzi del governo in materia.

Con questa approvazione si conferma e si rende sistema un’impostazione che e’ stata determinante nell’affrontare con successo la messa a punto del piano stralcio Space Economy e numerosi altri importanti interventi di settore. Un passo importante per dare maggiori servizi all’utenza, per garantire le infrastrutture spaziali necessarie per la crescita del settore spaziale, per renderlo sempre piu’ competitivo in sede internazionale. Battiston ha ricordato che “la cabina di regia, che ha visto il coinvolgimento dell’Asi, degli attori istituzionali e della Presidenza del Consiglio ha permesso risultati visibili, come il significativo incremento degli addetti dell’industria spaziale, un ritorno industriale del 30% rispetto agli investimenti fatti dall’Italia in Commissione Europea, il successo dell’ingresso in borsa di Avio con il progetto Vega, la sottoscrizione di programmi ESA ambiziosi come Space Rider, il prossimo lanciatore europeo Vega-C il completamento della missione ExoMars 2020, le attivita’ del programma Stazione Spaziale Internazionale ed i progetti tecnologici sviluppati in ambito Esa”. Grandi risultati sono stati raggiunti anche dalla Thales Alenia Space Italia che ha raddoppiato il volume dei propri investimenti dai 50 milioni di euro del 2011 ai 100 attuali, riuscendo ad intercettare 2,5 miliardi di euro degli oltre 140 miliardi di euro del volume di affari generato dal settore spaziale mondiale. Un anno in cui Thales ha saputo stringere accordi strategici.

Il 30 novembre ha siglato con l’Esa, l’European space agency, l’intesa per lo sviluppo preliminare nello stabilimento di Torino dello Space Rider, il sistema di trasporto riutilizzabile a bassa orbita terrestre europeo di nuova generazione. Il 14 dicembre sigla tre contratti nell’ambito delle attivita’ Next Space Technologies for Exploration Partnership con le societa’ statunitensi Boeing, Lockheed Martin e Orbital ATK, per sviluppare a le competenze necessarie per far fronte agli obiettivi di esplorazione umana nello spazio della Nasa e per riportare l’uomo sulla Luna, contribuendo mediante la costruzione delle strutture abitate della Iss e i suoi moduli pressurizzati Cygnus di rifornimento.La concorrenza in ambito spaziale sta diventando sempre piu’ competitiva, basti pensare alla Space X di Elon Musk, a Blue Origin di Jeff Bezos o alla Virgin Galactic di Richard Branson, ma nonostante questo l’Italia continua a giocare un ruolo da pivot in materia di aerospazio.Come confermato anche da Giulio Ranzo, Ceo di Avio, l’azienda con base a Colleferro, che ha dichiarato recentemente: “Noi come Avio competiamo e combattiamo sul mercato con visionari come Elon Musk: a volte perdiamo ma a volte vinciamo. La quotazione in Borsa di Avio- ha aggiunto- e’ una buona notizia, ci consentira’ di competere sul mercato anche con investimenti privati”.

Il gioco, spiega Ranzo, “si basa prima sul prezzo e l’affidabilita’, quindi sull’accuratezza con cui si posizionano in orbita i satelliti: Google ha scelto noi, e non un razzo Usa, per portare nello spazio i suoi mini satelliti SkySat”. I PIANI PER IL 2018 – Per quanto riguarda l’Italia sara’ l’anno di BepiColombo, la prima missione europea diretta verso Mercurio, il pianeta piu’ piccolo del Sistema solare e il piu’ vicino al Sole. La missione e’ il frutto della collaborazione tra l’agenzia spaziale europea e l’agenzia spaziale giapponese Jaxa, con il compito di far luce sulle caratteristiche del pianeta per studiare, tra le altre cose, il suo campo magnetico e la sua tenue atmosfera, sopportando temperature di circa 350 gradi. Continua anche la caccia agli esopianeti grazie a Cheops, la missione dell’Esa, per caratterizzare in dettaglio gli esopianeti in orbita intorno a stelle luminose, indirizzando lo sguardo verso stelle intorno cui sappiamo gia’ che si trovano esopianeti. L’Esa mandera’ in orbita anche il Solar Orbiter, la sonda che si spingera’ fino a raggiungere circa un quarto della distanza che ci separa dal Sole. A lei sara’ affidato il compito di studiare da vicino la nostra stella cercando di far luce su fenomeni come il vento, le eruzioni solari e l’atmosfera solare magnetizzata. 

Agenzia DIRE  www.dire.it

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