SOCIALE. VITERBO, ‘PINOCCHIO SUITE’ A TEATRO CON 20 RAGAZZI AUTISTICI.

(DIRE) Viterbo, 21 giu. – Alessandra, Chiara, Clara, Francesco P., Matteo, Luca, Bruno, Luigi, Francesco M., Elena, Rita, Giulia, Simone A., Giuliano, Davide, Tobia, Michael, Francesco A., Simone S., Cristian. Sono i 20 ragazzi autistici seguiti nel programma Pegaso, inglobato nelle attivita’ del Centro di riferimento per l’autismo della Asl di Viterbo, che oggi (giovedi’ 21 giugno), alle ore 21, saliranno sul palco del teatro dell’Unione a Viterbo con lo spettacolo Pinocchio suite, diretto da Paolo Manganiello e da Chiara Palumbo. L’ingresso e’ gratuito. Il programma Pegaso e’ un progetto attivo ormai da 8 anni presso la Asl di Viterbo, attraverso la partecipazione delle unita’ operative Tutela della salute mentale e della riabilitazione in eta’ evolutiva e Psicologia, e vede la collaborazione del Gruppo Asperger Lazio onlus, della cooperativa sociale Gli anni in tasca e dell’associazione AstArte, per la parte relativa al laboratorio teatrale. “Il programma- spiega il coordinatore Vicenzo Di Gemma- e’ una delle linee di attivita’ del Centro di riferimento provinciale per l’Autismo, la cui sede e’ presso la Cittadella della salute di Viterbo, che abbiamo reso operativo nel mese di luglio del 2017 e che, in poco meno di un anno, ha gia’ effettuato 56 valutazioni, di cui 14 (il 25%) di eta’ inferiore ai 4 anni. All’interno del programma Pegaso sono operativi numerosi servizi, come i due gruppi di presa in carico dei genitori e il laboratorio sulle abilita’ sociali. Il laboratorio teatrale, nello specifico, e’ dedicato agli adolescenti con spettro autistico, con particolare compromissione cognitiva. Lo spettacolo di domani sera rappresenta per loro una importante opportunita’ di condividere con la comunita’ i loro vissuti e la loro esperienza di crescita e di riabilitazione”.

“Pinocchio suite all’Unione e’ un teatro vuoto, un pezzo di legno. Sono motori immobili di un universo narrativo che riposa in ogni uomo, ma anche un ‘burattino’ e la sua storia, ricordo condiviso, che riemerge grazie a piccoli gesti, sguardi, movimenti quasi danzati, in una performance fatta di fantasia e condivisione. Ogni elemento della rappresentazione, ogni attore, ogni giovane individuo- spiegano i registi Paolo Manganiello e Chiara Palumbo- superano tutte le prove per aspirare a diventare cio’ che lentamente saranno, aiutati dagli altri, in primis, e da se stessi in una sorta di percorso iniziatico parallelo a quello di Pinocchio. Questo, tenendo ben presente l’elemento che fa da sfondo alla performance: il gioco, quello ‘serio’, che solo i bambini grandi riescono a intendere e che gli adulti possono condividere solo a teatro, attraverso una (com)partecipazione attiva”. I giovani attori partono da complesse rigidita’, difficili da scalfire. Legnosita’ coerenti con l’eta’ e con la scarsa esperienza, nonche’ con la paura strettamente collegata alla (auto) rappresentazione. L’allegorico cammino dentro la poesia del teatro, e il costante allenamento, tentano di ammorbidire durezze e asperita’ caratteriali, puntando alla leggerezza e alla crescita in un ambiente protetto e circoscritto. “La storia del noto burattino di legno- concludono Palumbo e Manganiello– seppure collegata strettamente a questo lento percorso, serve, in tal caso, solo come punto d’appoggio, o per meglio dire di sostegno, lungo un cammino di crescita complesso e pieno di ostacoli. Con la speranza che sia anche lontana fonte d’ispirazione per una crescita sociale e intellettuale, oltre che personale, condivisa”. 

Agenzia DIRE  www.dire.it

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