“Se non ci regolarizzano è sciopero”: botta e risposta tra il sindacalista Soumahoro e Salvini.

di Maria Carmela Fiumanò

Il leader della Lega ribatte: “Ma scioperano i clandestini adesso? Ma in che Paese viviamo, dai scusate…”.

Un botta e risposta piccato tra Aboubakar Soumahoro, sindacalista italo-ivoriano del Coordinamento Lavoratori agricoli Usb, e Matteo Salvini, sui diritti dei braccianti agricoli non regolarizzati. Lo scontro va in scena in tv nella trasmissione “In mezz’ora in piu’” su Raitre di Lucia Annunziata.

Al momento dei saluti, il sindacalista, portavoce dei migranti irregolari, dice: Il governo faccia la regolarizzazione altrimenti e’ sciopero!”. Il leader della Lega ribatte: Ma scioperano i clandestini adesso? Ma in che Paese viviamo, dai scusate…“.
Aboubakar Soumahoro ribatte: “Scioperiamo anche per lei in quanto consumatore, perche’ il cibo che consuma e’ frutto dello sfruttamento, scioperiamo per 60 milioni di italiani. E’ uno sciopero dei lavoratori stranieri che lottano anche per i braccianti italiani”. Salvini sempre piu’ piccato: “Io mi preoccupo dei tanti lavoratori italiani e stranieri che sono in difficolta’, che hanno perso il lavoro”.

Prima del battibecco, il sindacalista dell’Usb aveva invitato l’ex ministro dell’Interno “a metter gli stivali e venire nei campi insieme a noi. Bisogna salvare le vite dal coronavirus.
Venga nei campi e parliamo di caporalato che noi combattiamo stando qui sul campo”. Salvini gli risponde: “Guardi, ne ho girate forse piu’ di lei di aziende agricole e nessuno mi chiede schiavi. Il problema e’ che se noi continuiamo a regolarizzare immigrati irregolari abbiamo schiavi, io non voglio che la gente vada a lavorare nei campi a tre euro all’ora e la sanatoria di massa porta altro sfruttamento. L’unica cosa che non condivido con lei e’ la sanatoria di massa, per il resto sono d’accordo. Mi accusano di andare in troppe aziende agricole e di non stare in ufficio, ne conosco tante di aziende agricole. Il problema e’ che se non tagli le tasse e la burocrazia agli imprenditori agricoli adesso poi non riparti mai piu’“.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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