SCUOLA. UIL: PASSARE DALLA POLITICA DEI BANCHI A QUELLA DELLE PERSONE.

“IN GIOCO 600.000 DOCENTI DI RUOLO E 200.000 SUPPLENTI” (DIRE) Roma, 20 ago. – “Se davvero vogliamo il bene della scuola, ognuno faccia il proprio mestiere e riconosca quello degli altri. Bisogna passare dalla politica dei banchi a quella delle persone. Continuiamo a chiedere un provvedimento organico per la riapertura della scuola. In questo modo si aiutano tutti, anche una politica che sembra imbambolata dagli eventi. Certamente drammatici, ma da affrontare con piglio diverso”. Lo dichiara, in una nota, il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi. “Piu’ si avvicina il giorno per aprire le scuole piu’ aumentano le fibrillazioni e, forse politicamente, anche i sensi di colpa per non aver agito secondo un progetto organico. Le famiglie, giustamente, vogliono sapere. Vogliono avere certezze. Tutti vorrebbero aiutare a decidere a dare soluzioni. E’ sintomo- aggiunge- di un vuoto che si deve colmare ed in fretta. E in questo effetto domino la comunicazione democratica prende il sopravvento sul senso della realta’. I soggetti piu’ esposti ora sono i dirigenti che hanno le chiavi dei cancelli delle scuole e devono decidere se aprirli in sicurezza. A loro vengono rivolte tutte le ‘attenzioni’ per gli aspetti gestionali e per dare un aiuto”. Mette in guardia Turi: “Si sta affrontando la questione in maniera avulsa dal contesto. Punto centrale sono le scelte, principalmente del Governo, che deve far leva attraverso gli investimenti necessari. Lo abbiamo detto e ridetto: le risorse disponibili non sono sufficienti e bisogna trovare il coraggio politico di prendere i soldi del MES, che rappresenta uno dei nodi da sciogliere. Gli altri sono effetti fumogeni che nascondono l’incapacita’ di affrontare veramente la ripartenza della scuola. Certe volte spegnere i fari aiuta a non restare abbagliati”.

“E’ per questo motivo che la Uil Scuola evitera’ di partecipare a tali cortine fumogene, fermo restando il proprio contributo per onorare un protocollo di intesa sottoscritto ed ancora inattuato- continua ancora il segretario- Per noi la politica dei banchi e’ alternativa a quella per le persone che saranno le uniche a fare scuola. La scuola si fa con le infrastrutture, con i banchi, con i laboratori, con la digitalizzazione, ma l’elemento umano e’ necessario ed invece sembra marginale. Stasera e’ stato fissato un importante incontro per capire quando e come saranno consegnati i banchi. Per carita’ serve saperlo. La Uil Scuola sara’ rappresentata dal responsabile nazionale dei Dirigenti Scolastici che dara’ il proprio contributo di idee e di proposte, ma credo che vadano stabiliti ruoli e competenze. Ruoli che non possono essere confusi nella mera comunicazione di decisioni gia’ prese”. “Se vogliamo aprire le scuole dobbiamo attuare il protocollo di intesa firmato- sottolinea Turi- Abbiamo aperto una via minima di dialogo. Va utilizzata guardando alla scuola nel suo insieme, non un pezzo alla volta. Oggi i banchi, domani chissa’ che cosa altro. Cosi’ si perde il senso di cio’ che si deve fare. Ci sono in gioco 600.000 docenti di ruolo e 200.000 supplenti, peraltro da reclutare con un percorso diverso perche’ quello delle GPS fa acqua da tutte le parti. Si tratta di 800 mila persone che potranno dare sostanza alla didattica, alla sicurezza e a tutto cio’ che serve per la ripartenza, invece sono semplicemente dimenticati”. “La situazione e’ seria e va affrontata- conclude- definendo una catena di comando in grado di elaborare un piano unitario. Non si puo’ continuare a dare indicazioni contrastanti che aggiungono confusione a confusione e aumentano, anche nei soggetti preposti, preoccupazione. Continuare su questa strada ci sembra sbagliato e vanno cambiate le strategie, continuiamo a chiedere un provvedimento organico e non interventi placebo”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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