SCUOLA. UGL: A RISCHIO CHIUSURA CENTINAIA DI ASILI NIDO.

IL SEGRETARIO NAZIONALE: SITUAZIONE DI DRAMMATICA CONFUSIONE, MANCANO LINEE GUIDA (DIRE) Roma, 27 lug. Ancora perplessita’ sull’inizio del nuovo anno scolastico, questa volta sugli asili e le scuole per l’infanzia private. Ad avanzarli, e’ il sindacato UGL scuola, che ritiene la situazione “sconcertante”. “Ancora una volta siamo costretti a denunciare una situazione di drammatica confusione nell’ambito della scuola- afferma il segretario nazionale UGL Scuola, Ornella Cuzzupi- A poche settimane dall’inizio dell’anno scolastico mancano le linee guida per la riapertura degli asili e delle scuole per l’infanzia private”.  Secondo l’UGL scuola, la situazione non consente, ad oggi, di poter definire il numero dei piccoli da destinare ad ogni educatore, e quindi di non poter disegnare il numero di classi, “nonostante reiterate richieste inviate al ministero dalla nostra Organizzazione Sindacale”. “Questo mette a rischio la possibilita’ per migliaia di famiglie di usufruire di strutture specializzate per l’accudimento dei loro bimbi- continua Cuzzupi– Infatti, sebbene molte strutture sono disponibili ad assumere ulteriore personale con l’inevitabile aumento delle rette, appare irrisolvibile il nodo degli spazi e del conseguente distanziamento sociale dei bimbi”. La soluzione ipotizzata, quella dei piccoli gruppi, sarebbe “improponibile considerato gli spazi limitati ove operare e le esigue risorse a disposizione delle scuole private, portate allo stremo delle forze per l’emergenza Covid e per il mancato ricevimento degli ammortizzatori sociali”.   “Queste sono le premesse per complicare la vita a migliaia di famiglie italiane e portare alla chiusura definitiva di almeno il 20% delle attuali strutture per l’infanzia con una conseguente perdita di posti di lavoro- conclude il segretario nazionale– Per tale motivo riteniamo necessario che il Governo si attivi urgentemente per predisporre valide, concrete e realistiche misure di sostegno per andare incontro a bambini, lavoratori e famiglie”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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