SCUOLA. MARZETTI (GARANTE INFANZIA LAZIO): CELLULARI CHIUSI IN CARTELLA.

(DIRE) Roma, 27 gen. – “Io penso che ci sia la necessita’ di avere un intervento normativo che preveda la possibilita’ di chiedere i ragazzi di tenere i telefonini chiusi dentro le cartelle”. Lo dice Jacopo Marzetti, garante dell’infanzia del Lazio, intervistato da TgCom24. “Penso che piu’ che sequestrarli- sottolinea- sia importante invece tenerli nelle cartelle perche’ il sequestro all’entrata e’ coercitivo”. Marzetti spiega: “A mio avviso ci vogliono delle regole ben chiare: i telefonini devono rimanere chiusi dentro le cartelle per vari motivi. Prima di tutto perche’ sappiamo che questi smartphone possono essere utilizzati anche per altre cose, come purtroppo i fatti che vediamo legati al cyberbullismo, quindi e’ importante che non vengano utilizzati per fare dei filmati mentre i ragazzi sono concentrati a seguire le lezioni. Un secondo aspetto- prosegue- e’ quello sociale, perche’ dobbiamo insegnare ai ragazzi a vivere il mondo reale, non quello virtuale. Mi rendo conto che e’ necessario dare gli strumenti per conoscere tutti i mezzi informatici, ma questi strumenti devono essere utilizzati nelle ore apposite. Il terzo tema e’ quello riguardante la salute: ricordiamoci che gli studi piu’ recenti evidenziano che questi strumenti possono essere nocivi per la salute, quindi penso che sia importante che da parte nostra e dei genitori ci sia una posizione per facilitarne l’uso il meno possibile. Inoltre, non vedo i motivi per cui i genitori debbano chiamare i ragazzi durante l’orario scolastico”. Poi, Marzetti aggiunge: “Io penso che i libri vadano studiati sulla carta. Il telefonino e’ un grande mezzo, un grande strumento soprattutto per quanto riguarda internet, ma allo stesso tempo penso che le regole devono essere chiare: i ragazzi devono conoscere bene quali sono i limiti, e’ necessario insegnare ai ragazzi a utilizzare questi strumenti informatici, dar loro un’educazione per evitare di far diventare internet un rischio”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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