SCUOLA. DI MAURO (SIPPS): RIPARTENZA SICURA FACENDO TAMPONI E RISPOSTE RAPIDE.

I CONTAGIATI SARANNO 5%. ECCO TUTTE LE ISTRUZIONI PER I GENITORI (DIRE) Roma, 11 set. Genitori allarmati e scuole in preparazione per la riapertura. Ma in questa ripartenza i protagonisti sembrano essere sempre di piu’ i pediatri di famiglia. Quale sara’ il loro ruolo in un momento cosi’ delicato? “Chiediamo da mesi un potenziamento del territorio- risponde Giuseppe Di Mauro, presidente della Societa’ italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), intervistato su Rai Radio 1- se nei primi mesi gli ospedali hanno svolto un ruolo fondamentale rischiando molto e con investimenti fortissimi, adesso noi possiamo farcela solo con un potenziamento del territorio. Le istituzioni ci hanno garantito una serie di misure iniziando da un numero enorme di tamponi. Dobbiamo seguire le linee guida del 21 agosto, emanate dall’Istituto superiore di Sanita’, dal ministero della Salute, dal ministero dell’Istruzione e dalla Conferenza Stato-Regioni”. I genitori devono vivere con “tranquillita’ e attenzione questa situazione, ma senza allarmismo. Una mamma e un papa’ devono essere attenti verso il proprio figlio, insegnandogli le principali norme di sicurezza sempre valide: l’uso della mascherina, il lavaggio delle mani e il distanziamento fisico quando e’ possibile. I bambini imitano i genitori- ricorda Di Mauro– per questo tutti dobbiamo dare il buon esempio in famiglia. Al mio studio vengono i bambini con la mascherina e vogliono farmi vedere che la indossano. Non trasmettiamo ansia ai piccoli, perche’ se saremo attenti e ognuno fara’ la sua parte – genitori, insegnanti e pediatri ancor di piu’ – credo che possiamo farcela”.

Se il bambino si ammala a casa o a scuola, cosa deve fare la famiglia? Anche per una semplice influenza o raffreddore dovra’ chiamare il pediatra? Come regolarsi per far eseguire il tampone al figlio? “Le linee guida parlano chiaro- conferma il presidente Sipps- dicono che anche un bambino dai 3 anni in poi vive e frequenta la comunita’. Quindi in presenza di sintomi come la febbre superiore a 37.5, la tosse, una faringotomia, la diarrea, il vomito o la nausea deve fare il tampone, che puo’ essere richiesto sia dal referente scolastico che dal pediatra. La nostra prima richiesta e’ proprio il potenziamento del territorio, partendo dall’aumento del numero di tamponi”. Questo perche’, spiega Di Mauro, “da un punto di vista epidemiologico le cose sono cambiate: prima con 37.5 aspettavamo fino a 72 ore, oggi non possiamo piu’ farlo in quanto dobbiamo individuare immediatamente un eventuale sospetto contagiato, isolarlo e iniziare il percorso. Si faranno molti tamponi per escludere i pochi contagiati che saranno il 5%. Questa e’ la forza e il potenziamento del territorio”. Se un bambino/adolescente ha 37.3 o 37.4, che devono fare i genitori? “Insieme alle linee guida non dimentichiamoci il buon senso e l’esperienza del pediatra- continua il presidente Sipps- piu’ un bambino e’ piccolo e piu’ la temperatura potrebbe essere superiore di qualche decimo. Questo il pediatra lo sa e insieme ai genitori potra’ decidere il da farsi. Se dovesse avere 37.3, accompagnato da diarrea e mal di gola allora si procedera’ di conseguenza”.

In caso di risultato positivo al tampone, quanto dovranno rimanere a casa i bambini prima di rientrare a scuola? “Rimarranno a casa 14 giorni- ricorda Di Mauro- e poi inizia un percorso con le Asl e il Covid team, regolato su base regionale. La quarantena riguardera’ anche tutta la famiglia. Inoltre, la riammissione avverra’ dopo che saranno effettuati due tamponi a distanza di qualche giorno e con esito entrambi negativo. Sulla base di questi risultati il pediatra, con attestazione, escludera’ eventuali infezioni da Covid. Senza i due tamponi il minorenne non potra’ essere riammesso a scuola, ne’ potra’ essere fatta attestazione dei pediatri”. Cosa dire sul certificato medico? “Un bambino che frequenta la scuola dell’Infanzia, in base all’ultimo decreto, sara’ riammesso con certificato medico se e’ stato piu’ di 3 giorni con patologia a casa”, chiarisce il presidente Sipps. Si puo’ portare un bambino/adolescente in ambulatorio? “Le visite sono riprese, ma in caso di sospetto Covid si aspettano 24-48 ore e poi si fa fare il tampone. Quando il pediatra avra’ la certezza di escludere il Covid e se la sintomatologia continua, allora potra’ vederlo in ambulatorio. Chiediamo piu’ tamponi e risposte in tempi veloci, massimo in 12-24 ore. Se pensiamo che i tamponi per la faringotonsillite danno risposte in 30 minuti, allora mi auguro di avere la risposta al tampone sul Covid almeno in giornata”. Tranquillita’ e lucidita’. “I pediatri di famiglia sono disponibili telefonicamente per 12 ore al giorno a dare tutti i consigli ai genitori. Siamo stati sempre attivi anche durante il lockdown, sabati e domeniche compresi. Dobbiamo lavorare, pero’, a tutela del pediatra per salvaguardare sia i bambini, che le famiglie. Se un pediatra dovesse essere contagiato, contagerebbe a cascata altri bambini e famiglie. Questo non potremmo mai perdonarcelo. Quando chiediamo di rafforzare il territorio, puntiamo anche ad avere piu’ protezioni individuali e dispositivi medici, per i quali ancora provvediamo da soli e non e’ corretto- conclude- Ci vuole alleanza”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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