SCUOLA. BINETTI: TRISTE STORIA DEI BAMBINI AUTISTICI RIMANDATI A CASA.

(DIRE) Roma, 15 set. – “I telegiornali di ieri sera sono stati monopolizzati dall’evento della giornata: la riapertura delle scuole. Al di la’ dell’ottimismo di maniera prettamente filogovernativo, per cui le difficolta’ sono state minimizzate e i volti sorridenti ed entusiasti dei bambini sono stati messi in pole position, abbracci e baci compresi! e’ stato davvero inquietante sentire, come en passant, che erano stati rimandati a casa un bambino autistico, forse due, una bambina Down, ecc… Ossia che nulla, ma proprio nulla era stato predisposto per l’accoglienza dei bambini con una qualche disabilita’. Ne’ le famiglie erano state avvertite che la scuola riapriva, e’ vero, ma non per i loro figli”. Lo afferma la senatrice Paola Binetti, UDC, presidente dell’Intergruppo parlamentare per le malattie rare, che continua: “Imponendo in questo modo ai genitori una inutile umiliazione e ai bambini forse l’ennesima delusione. Nessuno si e’ preoccupato di avvisare che la scuola non era pronta; che gli insegnati di sostegno non c’erano, e che per i bambini con disabilita’ cominciava una lunga strada in salita”.

Continua Binetti: “Al di la’ della interrogazione parlamentare, che mi riservo di presentare alla ministra della Pubblica Istruzione, il quesito che si pone e’ se il tema dei diritti umani, come quello delle pari opportunita’, sia cosi’ evidente in chi oggi governa, da non poter assolutamente escludere dal diritto all’istruzione i bambini che presentano una qualsiasi disabilita’. Stiamo parlando dei bambini che hanno maggiormente sofferto della chiusura delle scuole in tutto il lungo lockdown. I bambini per cui non c’e’ stata Didattica a distanza; i bambini segregati in casa da una norma che privilegiava i cani e la loro passeggiata al bisogno di aria e di movimento dei bambini che avevano tutti i segni di un disagio in piu’ degli altri. Quando insistiamo con il Ministro Speranza perche’ venga quanto prima pubblicato il nuovo Piano Nazionale per le Malattie rare, scaduto nel 2016 e fermo al 2013; quando sollecitiamo l’approvazione della legge sulle malattie Rare ferma alla Camera da mesi, mentre il Parlamento e’ in affanno per rincorrere i DPCM che sono la grande novita’ del Conte-Bis, lo facciamo perche’ vogliamo che siano posti in pole position i diritti dei bambini che presentano una qualche malattia rara. Chiediamo per loro una diagnosi certa e veloce; chiediamo una terapia che individui quanto prima per ciascuno di loro almeno uno dei cosiddetti farmaci orfani; ma pretendiamo che si inneschino quanto prima e quanto meglio tutte le misure di carattere abilitativo-riabilitativo che consentano loro di vivere una vita il piu’ autonoma possibile. E questa e’ la grande sfida della scuola per ognuno di loro: valorizzare le competenze intellettuali che hanno; intensificare le capacita’ relazionali e sviluppare quella intelligenza sociale che permetta di guardare il mondo senza sentirsi smarriti e disorientati. La scuola per loro e’ vita; e’ salute; non si possono rimandare a casa perche’ qualcuno non ci ha pensato! O troppo occupato a discettare di banchi a rotelle, non si e’ chiesto d cosa realmente avessero bisogno questi ragazzi”, conclude.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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